Viterbo – (sil.co.) – File audio a luci rosse, assolto con formula piena il giornalista Paolo Gianlorenzo accusato di calunnia ai danni di due agenti del nucleo di polizia giudiziaria della stradale.
Il 26 settembre 2013 li avrebbe accusati di avere inserito un file audio privato, la registrazione di un rapporto sessuale, in un dvd contenente intercettazioni della maxinchiesta “macchina del fango” che gli era stato sequestrato e che aveva chiesto indietro a scopo difensivo.
“Come vi siete permessi?”, avrebbe tuonato, telefonando direttamente alla segreteria del pm Massimiliano Siddi, facendosi passare le presunte vittime.
“Gianlorenzo ammise lo sbaglio due mesi dopo davanti al gip”, ha sempre sostenuto il difensore Franco Taurchini che ieri ha ottenuto dal giudice Elisabetta Massini l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Gianlorenzo, resosi cont0 di avere preso un abbaglio, il pomeriggio successivo alla telefonata, verso le 16,30 del 27 settembre 2013, si sarebbe recato al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino per chiedere scusa. Ma, piombando all’improvviso, non sarebbe stato ricevuto.
L’avvocato Taurchini aveva rinunciato lo scorso luglio alla sua lista testimoniale. Ieri dopo oltre sette anni è arrivata la sentenza.

