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“Rinascimento non è un partito: è storia”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Rinascimento non è un partito ma il momento più importante della nostra civiltà artistica, letteraria, e forse anche politica.

Non è neppure una visione, perché è storia. Nel significato letterale, Rinascimento coincide con rinascita, che è esattamente quello che è avvenuto a Sutri dopo il dominio di zotici democristiani e fascistoidi, con l’attiva apertura di monumenti come palazzo Savorelli e come il museo di palazzo Doebbing, cui arriverà quest’anno il contributo di circa 200mila euro di Banca Intesa, con l’inserimento nella lista aurea de “I borghi più belli d’Italia”, altra evidente rinascita, e con la ripresa dell’economia, altrimenti non facile e così scontata per un piccolo centro di provincia, attraverso il Caffeina Christmas Village.

Tutti fatti concreti, misurabili, rispetto a un lunghissimo periodo di oscurità. Nulla di quello che è accaduto a Sutri, compreso il parlarne ogni giorno per quello che vi succede, si deve a due opportunisti che hanno aderito a una lista restando fedeli alla loro inesistente identità, fascista o vagamente democristiana.

I due firmatari, appunto, le due note capre, Nunzia Casini e Matteo Amori, che sono, e non lo vogliono riconoscere, neanche i primi ma i secondi che hanno abbandonato l’illusoria lista Rinascimento. Il primo, in verità, è stato un altro, che non ha mai neanche sentito nominare la parola “Rinascimento” , nella sua accezione non letterale ma storica, tale Alessio Vettori.

Dunque, inutile affermare  che io abbia voluto portare un partito a Sutri. Io ho portato un’idea, che si è largamente concretizzata nel nome della storia. Ma, siccome la lista l’hanno fatta il cognato di Matteo Amori, lo storico democristiano Felice Casini, e l’ex segretario di Forza Italia, Vincenzo Petroni, nessuno ha mai pensato che i candidati scelti dai due avessero deciso di aderire, attraverso inesistenti tessere, a un partito nuovo.

Ognuno si è accomodato sotto il nome da me scelto, rimanendo Casini democristiano, Petroni postdemocristiano, poi di Forza Italia, Carla Di Seri della Lega, fino ad aprirne una sede, Proietti e la Conti del Pd, lo stesso Amori di area fascista, la Mercuri di Fratelli d’Italia, la Cacchiarelli di area popolare, senza che io pretendessi da loro doppie tessere o la rinuncia alle identità originarie, a partire da Casini e da suo cognato.

Che adesso i due fuoriusciti, e passati deliberatamente all’opposizione,fingano di credere che Rinascimento sia un partito, è la prova della loro malafede e della loro inclinazione alla menzogna. Ogni consigliere è rimasto nella propria posizione originaria, rispondendo ai propri referenti.

Così Nunzia Casini, Roberto Zocchi, Ferdinando Maggini hanno orbitato intorno a Petroni, vedendo me come un catalizzatore di consensi; e, tutti insieme, il collante delle loro diversità. Il fallimento inesistente di Rinascimento si deve a uno solo: Felice Casini(cognato di quel Matteo Amori, traditore conclamato, che lo ha travolto), incapace, nonostante le proclamazioni del suo sodale Petroni, di raccogliere una maggioranza che andasse oltre i due (i soli stabili, Maggini e Zocchi) più due (Amori e Nunzia Casini), pronti ad andarsene dalla maggioranza per poi rientrarvi, senza ritrovare più la maggioranza.

Una vicenda perfino comica, e comunque pirandelliana, ma del tutto estranea al Rinascimento in atto, e non al partito. Se alle idee di Rinascimento, per cultura e vocazione, ha ritenuto di aderire Lillo Di Mauro, con cui stiamo lavorando in maniera continua, compatta e finalmente produttiva anche sul piano della gestione ordinaria, quotidiana, della città, vorrà dire che la lista Rinascimento, costituita da persone confuse nella sua prima costituzione, coinciderà con la lista Sutri.

Così come ho fatto con personaggi spuri di varie provenienze, tra cui il nero Amori, farò con la lista Sutri, che non può essere detta un partito, ma è semplicemente il nome di uno dei borghi più belli d’Italia. Sutri e Rinascimento possono perfettamente convivere. E così sarà, lasciando sulla strada i pezzenti e gli opportunisti che non sanno di cosa parlano. E  del Rinascimento non conoscono neanche l’ombra. 

Vittorio Sgarbi
Sindaco del comune di Sutri


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