- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Roma nord, il tratto viterbese resterà chiuso per 15 mesi

Condividi la notizia:

Viterbo - La ferrovia Roma Nord

Viterbo – La ferrovia Roma Nord

Roma nord - La tratta urbana che resterà aperta

Roma nord – La tratta urbana che resterà aperta

Roma nord - La tratta extraurbana, quella viterbese, che resterà chiusa

Roma nord – La tratta extraurbana, quella viterbese, che resterà chiusa

Viterbo – La Roma nord, tratta extraurbana, resterà chiusa 15 mesi. È quanto emerge dalle risposte dell’assessore regionale alla Mobilità Mauro Alessandri a una lunga lista di domande consegnategli dai pendolari all’incontro dell’11 dicembre in Regione. 

Raggiungere la capitale coi mezzi pubblici da Viterbo sarà ancor più un viaggio della speranza: in quei 15 mesi di stop, nessun treno partirà più da viale Trieste diretto a Roma centro.

“Rimarrà aperta solo la tratta urbana Euclide – Montebello”, spiega il portavoce del comitato pendolari Roma nord Fabrizio Bonanni. Tratta che, però, per i viterbesi sarà praticamente inservibile, a meno di raggiungere Montebello in macchina e da lì prendere la Roma nord.

Più probabile che dalla città dei papi ci si riversi in massa sulla vecchia Fl3, la Roma Capranica Viterbo con capolinea Ostiense, che a quel punto resterebbe il solo modo di arrivare fino alla capitale in treno. Due ore di percorrenza, se tutto va bene. 

Ma da quando inizieranno questi 15 mesi di stop? È la grande incognita. L’assessore Alessandri, rispondendo ai pendolari, ha scritto che “si procederà con l’inizio presunto dei lavori per ottobre 2020”.

“Per cinque chilometri di raddoppio saranno chiusi 80 chilometri di linea da Sacrofano a Viterbo: un’assurdità – dice il portavoce dei pendolari Bonanni -. Ci sconvolge che il sindaco di Viterbo e, in generale, tutti i sindaci del comprensorio viterbese in cui passa la Roma nord non si facciano sentire. Non li abbiamo mai visti alle assemblee, nessun politico che venga in riunione con noi e si dica pronto a alzare la voce per difendere questa linea. Il segnale che lanciano è che non gliene importa nulla”.

Il rischio è isolare la provincia. Tagliarla fuori da una parte importante di collegamenti con Roma, già difficili da sempre e che, in quei 15 mesi, potrebbero diventare impossibili. “Si è parlato di bus sostitutivi – continua Bonanni – ma non sarà la stessa cosa. Viaggiare su gomma, introducendo delle corse sostitutive in bus, significa aggiungere altri mezzi su strada e congestionare ancora di più il traffico”. 

Che la chiusura sia poi circoscritta ai 15 mesi di cui parla l’assessore, per i pendolari è una visione fin troppo ottimista: il tempo da loro stimato è due – tre anni almeno. All’assessore ai Trasporti, i pendolari chiedevano se fosse stata “valutata la possibilità di non chiudere la tratta extraurbana per almeno 2 – 3 anni, ma di mettere in sicurezza l’intera tratta da Montebello a Viterbo, senza dover raddoppiare, ma adeguando segnaletica e binari con Sistemi di controllo marcia treno (Scmt, sistemi elettronici di segnalazione di pericoli e frenatura di emergenza, ndr), sempre in continuità di esercizio, lavorando anche di notte o nei fine settimana”.

Ma sulla necessità di uno stop temporaneo, l’assessore è categorico: “Il periodo di chiusura della linea per l’effettuazione dei lavori di raddoppio sarà di 15 mesi (non sono 2-3 anni)”. Servirà sia per il raddoppio, sia per adeguare i binari ai moderni standard di sicurezza. 

La Roma nord, da Morlupo a Viterbo, sarà oggetto anche di altri lavori “di natura prettamente tecnologica”, precisa Alessandri, “affidati a Rete ferrovia italiana che sta già provvedendo alla progettazione”. “Non prevedono particolari soggezioni all’esercizio se non per qualche week-end – si legge, ancora, nei chiarimenti dell’assessore -. Tali lavori dovrebbero comunque concludersi entro il 2024”.

Il primo dei nuovi treni arriverà sulla Roma nord nel 2023. 

Intanto i disagi non finiscono mai. Ieri, come si legge sul gruppo Facebook del comitato pendolari, “Atac ha annunciato la cancellazione di oltre venti corse tra urbane e extraurbane”. Hashtag: #semprepeggio e #disastroromanord. Anche di queste storie di ordinario disservizio si è chiesto alla Regione: “Abbiamo attualmente un servizio pubblico erogato molto al di sotto della soglia contrattuale e di sopportazione – è stata la risposta dell’assessore -. Stiamo valutando con Atac e Cotral quali possano essere le soluzioni migliori per alleviare i disagi, sarà argomento dei prossimi incontri con l’Osservatorio (regionale sui trasporti, ndr)”. 

I pendolari cercando di organizzarsi. Ma la sopportazione è ai minimi storici: “Il clima è da guerra civile – spiega Bonanni -. Mantenere l’ordine pubblico è sempre più difficile perché la gente, che paga gli abbonamenti, è esasperata e arrabbiata. C’è chi è arrivato a prendere il taxi per arrivare a casa, dopo i tagli last minute delle corse”. E lo chiamano servizio pubblico. 

Stefania Moretti


Condividi la notizia: