Viterbo – Omicidio Fedeli, ieri è stata un’udienza fiume in corte d’assise. Iniziata alle dieci del mattino, si è conclusa solo nel tardo pomeriggio con la testimonianza degli investigatori della polizia scientifica che hanno descritto la scena del crimine, il sangue trovato ovunque e particolari raccapriccianti del delitto.
Sulla testa della vittima l’impronta della tomaia di una scarpa dell’assassino. I difensori Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi intanto hanno anticipato di voler sentire i genitori dell’imputato, che dovranno dunque venire in Italia dagli Stati Uniti in data da destinarsi per testimoniare. Forse a maggio.
Imputato di omicidio aggravato e rapina il 23enne americano d’origine coreana Michael Aaron Pang, reo confesso dell’uccisione di Norveo Fedeli, il commerciante 74enne massacrato a colpi di sgabello nella sua boutique di via San Luca il 3 maggio dell’anno scorso.
Nella cassaforte c’era un’arma, una pistola regolarmente detenuta. Anche volendo, il poveretto non ha neanche fatto in tempo a tirarla fuori per tentare di difendersi. E’ stata ritrovata nella cassaforte chiusa.
Tra i testimoni l’assistente capo Marilena Mazzucco. E’ stata tra i primi a intervenire. All’interno della boutique un forte odore di sangue, disordine: “A metà del primo ambiente c’era il cadavere. A terra un manichino, tracce ematiche dappertutto, orme di scarpe, sangue sul pavimento e anche sugli scaffali e sui capi d’abbigliamento sugli scaffali”, ha detto, descrivendo le immagini delle foto scattate nell’immediatezza dalla scientifica.
“C’era una scia di sangue da trascinamento tra il bancone e il corridoio a sinistra. Una coppia di calzini a terra. Tracce di sangue anche sui cartoni sul bancone. Orme di scarpe. Tracce di sangue su un manichino, sulle inferriate del negozio, sia destra che sinistra, colatura di sangue su uno spigolo, altre tracce di sangue sul maniglione della porta d’ingresso. Un gufo bianco intriso di sangue. Sangue sul corrimano”, ha proseguito.
“Il cadavere è stato rinvenuto prono in una pozza di sangue. Di fatto il sangue era un po’ ovunque, schizzi, colature. Una scia dal bancone fino a dove è stato trovato il cadavere, trovato con le mani serrate. Abbiamo trovato peli sul pavimento e le mani di Fedeli. A destra a terra c’era una maglietta imbrattata di sangue. Appallottolata a terra”, ha spiegato la testimone.
Quindi l’impronta di scarpa sulla testa della vittima. “C’era una traccia particolare -ha detto la testimone – sulla testa della vittima una zigrinatura che corrispondeva alla forma della suola delle scarpe sequestrate a Pang. Un’impronta di una suola di scarpa sul cuoio capelluto di Norveo, una specie di livido, per fare il quale deve esserci stata una pressione di una certa consistenza”.
Al termine dell’udienza è stato disposto il dissequestro locali commerciali di via San Luca e la restituzione degli stessi agli eredi, parti civili con l’avvocato Fausto Barili.
– Il testimone chiave: “Il padre non gli mandava più soldi, Pang non aveva denaro nemmeno per tornare negli Stati Uniti”


