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“Sant’Antonio ci aiuti a costruire ponti, la guerra porta solo distruzione”

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Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli durante l’omelia

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli durante l’omelia

Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli durante l’omelia

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli durante l’omelia

Viterbo - L'omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei bombardamenti del 1944

Viterbo – L’omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei bombardamenti del 1944

Viterbo - L'omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei bombardamenti del 1944

Viterbo – Le corone fuori San Francesco

Viterbo - La deposizione delle corone fuori San Francesco

Viterbo – La deposizione delle corone fuori San Francesco

Viterbo - L'omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei

Viterbo – L’omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei

Viterbo - Le corone fuori San Francesco

Viterbo – Le corone fuori San Francesco

Viterbo - La deposizione delle corone fuori San Francesco

Viterbo – La deposizione delle corone fuori San Francesco

Viterbo – (ma.ma.) – “Sant’Antonio ci aiuti a costruire ponti, la guerra porta solo distruzione. I conflitti non risolvono i problemi ma ne creano innumerevoli”. Così il vescovo Lino Fumagalli nell’omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei bombardamenti del 1944. Il vescovo ha chiesto l’intercessione di Sant’Antonio, nel giorno a lui dedicato, come da tradizione.

“Ogni conflitto porta solo disagio – ha detto il vescovo – e non aiuta a crescere e a costruire il bene di tutti. Dobbiamo dire ‘no’ alle contrapposizioni rigide e adoperarci invece per costruire ponti, un costante dialogo e un ascolto vicendevole. Non bisogna far prevale i nostri punti di vista, ma far prevalere il bene. Ci aiuti Sant’Antonio in questa conversione necessaria per il nostro tempo”. 

La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Francesco. A partecipare il sindaco Giovanni Arena, il senatore Fusco e una rappresentanza delle maggiori autorità civili e militari di Viterbo tra cui il comandante provinciale della finanza Andrea Pecorari e il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo.

“Vorrei che pregassimo – ha aggiunto il vescovo Fumagalli – per il mondo in cui viviamo e per i conflitti che viviamo. Pensiamo alle tensioni in Africa, al grosso problema del vicino oriente e i centinaia di conflitti in Asia, Africa e Indonesia. Preghiamo affinchè il mondo si converta al dialogo. Se ciascuno di noi adottasse un atteggiamento di accoglienza, sarebbe più facile camminare insieme nei sentieri del mondo”.

Dal 29 luglio del 1943 al 9 giugno del 1944 Viterbo subì 48 incursioni aeree che causarono 1017 vittime. Il vescovo, dopo aver accennato ai bombardamenti del 1944 e aver chiesto l’intercessione di Sant’Antonio per un dialogo costante tra popoli, ha poi ricordato la figura del Santo a cui la giornata di oggi è dedicata.

“Sant’Antonio è uno Santi ausiliatori a cui il popolo ricorreva per avere conforto in particolari momenti della vita – ha concluso il vescovo -. E’ il protettore dei lavori agricoli. E, come da tradizione, la gente raccoglieva le ceneri e le spargeva sui campi per chiedere la protezione per i campi e per gli animali”.

Al termine della funzione il vescovo, accompagnato dal sindaco Arena, ha deposto due corone di fiori sotto la targa dedicata alle vittime dei bombardamenti, nel cortile esterno della chiesa di San Francesco.


Gallery: La cerimonia in ricordo delle vittime del bombardamento del 1944


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