Viterbo – “Speriamo che la legge sulla rigenerazione trovi attuazione”. E’ l’augurio del presidente dell’Ance Andrea Belli.
E’ tempo di bilanci…
“Il settore dell’edilizia – dice Belli – non migliora e non peggiora. Non si vede quella ripresa che tutti si aspettano. La situazione economica è abbastanza ferma, anche per un’incertezza politica che frena gli investimenti economici e blocca ogni possibilità di sviluppo”.
Sembra non ci siano spiragli…
“In realtà è tutto un po’ stabile, ma le leggi nazionali, per il nostro settore, continuano a essere abbastanza punitive, perché non si smette di vedere l’impresa edile e il cemento come un male. Non è così, per il nostro paese e soprattutto per la nostra provincia dove il settore ha sempre rappresentato un volano di sviluppo che lascia posto anche a cose belle”.
Si spieghi.
“Alcune delle cose più belle che andiamo a visitar, sono state fatte da imprese edili, anche nel passato. Inoltre, in questi anni, ci si è evoluti e per costruire bisogna conoscere le tecnologie e innovazioni. Le imprese del nostro territorio, che sono rimaste e che hanno retto alla crisi, mettendo anche capitali propri, si sono ben adeguate e si sono aggiornate. Il merito va a loro. L’edilizia inoltre si basa molto sulla green economy, specie a fronte dell’impatto ambientale che comportano, a volte anche importante. Si parla quindi di rigenerazione, ma di fatto la legge nazionale e locale la impediscono”.
A Viterbo come siamo messi?
“Il comune è forse l’unico della Tuscia che adotterà a breve la delibera per permetterci di ragionare in questa direzione. Gli altri so che hanno fatto poco o nulla ed ecco perché il provvedimento andrebbe un po’ spinto. Soprattutto perché l’unico motore di sviluppo che vediamo è proprio nel settore della rigenerazione e nella riqualificazione”.
Vede margini di azione?
“Abbiamo buone aspettative dal cosiddetto ‘Bonus facciate’ che è stato messo in finanziaria. Ancora non lo conosciamo bene, ma dovrebbe essere un volano di sviluppo e per noi, a Viterbo, un’occasione per riqualificare il centro storico. Dobbiamo puntare su queste cose, perché, purtroppo, ancora non vediamo la volontà reale di farle. Tutto rimane al palo, non si fanno né rigenerazione, né nuove costruzioni e quelle poche che si fanno sono fatte bene, perché gli imprenditori hanno capito che bisogna adeguare le strutture ai tempi. Anche i nostri associati sono stati all’avanguardia”.
Ci può fare qualche esempio di rigenerazione urbana?
“Un buon esempio è l’ex gazometro a Valle Faul, la dimostrazione che la volontà di fare le cose unita a quella politica, portano a ottimi risultati”.
Su cosa si è concentrata l’azione dell’Ance?
“La nostra battaglia prioritaria è stata contro il vincolo della Soprintendenza archeologica. Abbiamo fatto ricorso al Tar perché ci pare impossibile che un organo, non eletto, possa cambiare le regole del gioco quando sono già stabilite. Vorremmo, però, la certezza del diritto”.
Che altro?
“Abbiamo investito quelle poche risorse a disposizione per le iniziative culturali che crediamo possano portare gente a Viterbo, come Caffeina, Tuscia film fest, Ferento e altro. Infine, come Ance ci siamo uniti, abbiamo fatto un gruppo compatto per combattere tutte le nostre battaglie. Vogliamo dire la nostra nello sviluppo della città e, al tempo stesso, essere un punto di riferimento per il settore. Crediamo nel nostro lavoro e siamo orgogliosi di quello che facciamo. Vogliamo che la città abbia il futuro che merita, senza liti inutili che continuano solo a dividerci. Ci manca solo un po’ di buona volontà di fare le cose”.
Ma si costruisce o no?
“La casa non è più vista come un investimento e di fatto la acquista solo chi ha la necessità primaria di averla. Però si continuano a fare e, come per la macchina, la si chiede il più performante possibile. Non se ne fanno tantissime, ma se ne fanno.
Diversa la situazione per il centro storico, dove a parte il recupero di valle Faul e dell’ex-gazometro, non vedo grossi interventi perché è difficile convincere la gente a vivere in un posto che non è appetibile. E’ una missione vivere nel centro storico oggi e quindi è necessario puntare sul turismo, anche con gli alloggi turistici che sono un motore di sviluppo, sempre senza rischiare di trasformare la zona in un grande albergo. Si tratta di un buon compromesso tra gli abitanti e chi viene da fuori”.
Siamo fermi per quanto riguarda le infrastrutture.
“La legge nazionale è impossibile. Il blocco del cantiere di Belcolle e la rescissione del contratto con la società che si doveva occupare del completamento comporta il fatto che ci vorranno anni prima di vederlo finito. Questo ci preoccupa. Così come ci preoccupa la Trasversale che continua a rimanere bloccata”.
Nel 2020 quali sono le priorità da mettere in campo e le collaborazioni da portare avanti.
“Speriamo che la legge sulla rigenerazione trovi attuazione, non solo qui ma in tutta la Tuscia. Con l’Università vogliamo portare avanti una sinergia, soprattutto nel campo dell’innovazione tecnologica. Continueremo uniti a incidere sulle scelte politiche, perché si dia più spazio alle infrastrutture, non solo quelle grandi, ma anche quelle piccole, come le strada da asfaltare.
Su questo la politica può fare tanto, con soldi che possono essere spesi anche subito. Invece, a volte, viviamo di inerzia. Siamo orgogliosi di quello che facciamo, per cui non vogliamo essere conisderati di serie B. I viterbesi – conclude Belli – le sanno fare bene le cose e hanno retto alla crisi in maniera migliore rispetto ad altre province”.
Paola Pierdomenico
