Capranica – (sil.co.) – Ha ottenuto il riconoscimento di “vittima del dovere” un carabiniere aggredito in caserma da un malvivente fermato durante una normale attività di perlustrazione.
E’ la rivoluzionaria sentenza con cui la corte d’appello di Roma, quarta sezione lavoro, ha riformato la sentenza con cui il giudice civile Mauro Ianigro del tribunale di Viterbo aveva rigettato la richiesta del riconoscimento da parte del ministero dell’interno dello status di “vittima del dovere” avanzata dall’avvocato Simone Negro per un carabiniere rimasto gravemente ferito durante un servizio di vigilanza a tutela dell’ordine pubblico.
Il militare, aggredito a sorpresa da un malvivente nel corso di un’operazione, ha riportato diverse lesioni e fratture al corpo, alla testa e al volto, tra cui la rottura del setto nasale, con una prognosi di trenta giorni.
Per il difensore, cui la corte d’appello ha dato ragione, le lesioni si sono comunque verificate nell’ambito dello svolgimento di attività di contrasto alla criminalità, con conseguente diritto allo status di “vittima del dovere” e di inserimento nel relativo elenco.
I fatti risalgono a oltre tredici anni fa, mentre l’udienza della causa civile di secondo grado si è svolta lo scorso 2 dicembre, davanti ai magistrati Alessandro Nunziata, Gualtiero Michelini e Maria Gabriella Marrocco della corte d’appello di Roma, con il ministero dell’interno rappresentato dall’avvocatura generale dello stato e il militare dall’avvocato Negro.
Era il primo ottobre 2006. Il militare, assieme al collega di pattuglia, era nei pressi di un obiettivo sensibile, un locale nei pressi di una banca di Capranica, quando un giovane che faceva parte di una comitiva di ubriachi li ha affrontati, rivolgendo loro frasi ingiuriose e minacciose. Portato in caserma per essere identificato, invece di desistere, il malvivente ha proseguito nella sua azione, aggredendo brutalmente il militare, rimasto gravemente ferito nella colluttazione.
Con due verbali del 28 febbraio 2008 e del 15 maggio 2013, le infermità riportate dal carabiniere sono state dichiarate dipendenti da causa di servizio, mentre la richiesta di riconoscimento dello status di “vittima del dovere” è stata respinta con decreto del 7 febbraio 2017.
Con la sentenza impugnata dall’avvocato Negro il tribunale di Viterbo ha rigettato la domanda, non ritenendo l’evento riconducibile all’espletamento di funzioni di contrasto alla criminalità o di ordine pubblico, ritenendo necessaria la presenza di un rischio specifico diverso da quello insito nelle ordinarie funzioni istituzionali. Essendosi inoltre l’operazione conclusa con il fermo del malvivente, l’episodio, per il giudice di primo grado, non sarebbe stato ricollegabile al servizio.
