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Sul giardino storico di Torre Alfina decide il Tar – Ghinassi: “Il comune non mollerà”

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Acquapendente - Il castello di Torre Alfina

Acquapendente – Il castello di Torre Alfina

Angelo Ghinassi

Angelo Ghinassi

Luciano Gaucci

Luciano Gaucci

Acquapendente – (a.c.) – Sarà il Tar del Lazio a dirimere la questione legale tra il comune di Acquapendente e il curatore fallimentare dell’Associazione calcio Perugia sul giardino storico del castello di Torre Alfina. L’area, un tempo proprietà di Luciano Gaucci, era stata espropriata nel 2018 dall’amministrazione comunale acquesiana.

La prima udienza del tribunale amministrativo è fissata per il 20 gennaio e il sindaco Angelo Ghinassi è già pronto alla battaglia: “Il comune non mollerà. Anche se dovessimo perdere la causa, reitereremo l’esproprio” annuncia.

Il curatore fallimentare dell’Ac Perugia, titolare del bene in seguito alla vendita da parte di Gaucci alla società sportiva nel 2005, ha ravvisato dei vizi nella procedura d’esproprio eseguita dal comune a luglio del 2018 e ha chiesto l’annullamento di tutti gli atti. 

“Il comune di Acquapendente ha già avviato con grandi risultati il rilancio del bosco del Sasseto, che faceva capo a un’altra società con referente Gaucci ed è stato anch’esso espropriato – spiega Ghinassi -. Il giardino storico è attiguo al Sasseto e fa parte dello stesso progetto realizzato per conto del marchese Cahen nell’800: secondo noi i due beni non sono divisibili”.

“Il Sasseto sta vivendo una grande crescita culturale e turistica – continua il sindaco di Acquapendente – e recentemente è stato anche scelto dalla Disney come set cinematografico. Il giardino storico, invece, è abbandonato da più di 15 anni ed è questo uno dei tanti motivi per cui vorremmo recuperarlo. Anche il giardino, infatti, fa parte di un polo naturalistico unico nel suo genere, che va tutelato e valorizzato”.

Ghinassi aggiunge che “il comune aveva già avviato un percorso anche finanziario per il recupero del giardino”, ma ora “bisogna aspettare l’esito della vicenda giudiziaria”. 

“Ciò che è certo – chiude il sindaco – è che non molleremo, anche se inizialmente dovessimo soccombere”.


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