Viterbo – Processo mafia viterbese, il comune si costituisce parte civile e tira fuori 30 mila euro per l’avvocato. “Una cifra – ha detto il consigliere Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) – che ci sembra un po’ alta. Per questo abbiamo chiesto un chiarimento al sindaco Giovanni Arena”.
Un chiarimento passato per un’interrogazione proposta da Antoniozzi durante la seduta di consiglio di martedì scorso a Palazzo dei Priori.
“Il punto – ha spiegato Alfonso Antoniozzi – non è di certo l’avvocato che ha ottenuto l’incarico. E’ un libero professionista e ha tutto il diritto di fare il prezzo che ritiene più opportuno. Vorremmo tuttavia sapere dal sindaco le ragioni che hanno giustificato e ispirato la delibera che stanzia appunto 30 mila euro”.
Stando a quanto dichiarato da Antoniozzi, la parcella prevista per l’avvocato “prevede 21.500 euro di compensi al netto dell’Iva e degli oneri di legge. Più 3000 euro per spese vive e trasferte. Ecco che, contemplando anche Iva e oneri di legge arriviamo a circa 31 mila euro. Andando tuttavia a vedere i tariffari degli avvocati – ha poi aggiunto Antoniozzi – a noi risulta che per un processo del genere il compenso per il legale di solito non supera i 15 mila euro, sempre al netto di Iva e oneri di legge”.
L’inchiesta mafia viterbese si è chiusa con il recapito di avvisi di fine indagine ai 13 indagati. Il processo riguarda una presunta organizzazione mafiosa smantellata a Viterbo all’inizio del 2019. Sono trentuno le pagine in cui vengono ripercorsi uno a uno i 24 capi d’imputazione contestati dai pubblici ministeri Giovanni Musarò e Fabrizio Tucci, titolari della maxinchiesta sfociata otto mesi fa nell’operazione Erostrato.
Al centro delle indagini una presunta organizzazione criminale italo-albanese di stampo mafioso, che negli ultimi due-tre anni, a colpi di intimidazioni e attentati incendiari, avrebbe cercato di imporre la propria supremazia alle vittime nonché di prendere il controllo di attività commerciali del capoluogo, in particolare nel settore dei compro oro e dei locali da ballo.
Daniele Camilli


