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Lascia solo in casa il padre a pane e acqua, figlio condannato a un anno per abbandono

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Viterbo – (sil.co.) – Lascia solo in casa a pane e acqua il padre ottantenne, figlio condannato a un anno per abbandono di incapace. Il poveretto sarebbe stato trovato in precarie condizioni igieniche, in un’abitazione sudicia e senza riscaldamento. 

L’anziano, senza nessuno che lo badasse, avrebbe preso a orinare sulla strada affacciandosi dal balcone. Sarebbero così scattate le prime denunce e il figlio, un cinquantenne di Vetralla, è finito sotto processo con la duplice accusa di abbandono di incapace e sequestro di persona

Ieri il giudice Gaetano Mautone ha condannato l’imputato a un anno di reclusione per abbandono di incapace, assolvendolo dal reato di sequestro di persona. L’imputato era stato denunciato nel 2013  per avere abbandonato il padre ottantenne, invalido al cento per cento e affetto da demenza senile.

Il cinquantenne, secondo l’accusa, avrebbe lasciato solo in casa per parecchie ore del giorno e durante la notte l’anziano genitore, incapace di provvedere a se stesso per malattia e per vecchiaia. Non si sarebbe inoltre preoccupato di provvedere a una sua corretta alimentazione, al punto che il poveretto si sarebbe nutrito esclusivamente di pane e pizza. 

L’imputato non avrebbe provveduto neanche all’igiene personale del padre e nemmeno alla pulizia dell’abitazione, che sarebbe stata trovata sporca, maleodorante e malsana a causa dell’assenza di riscaldamento e delle infiltrazioni di umidità. 

Condannato per abbandono di incapace, è stato assolto dall’accusa di sequestro di persona, secondo cui avrebbe chiuso a chiave il genitore in casa dalle prime ore del pomeriggio fino alla mattina successiva.

“Sono supposizioni, chiacchiere di vicinato, tanto che fino all’ultimo non sono intervenuti né i carabinieri, né i servizi sociali. La situazione si è aggravata nell’ultimo periodo assieme all’aggravarsi delle condizioni dell’anziano. Orinava dal balcone non perché non avesse un bagno in casa, ma perché non ci stava più con la testa”, ha detto il difensore Domenico Gorziglia.

Il giudice gli ha dato in parte ragione, condannando a un anno il cinquantenne per il solo reato di abbandono di incapace. 


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