Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Differenza Donna e Battiti ritengono necessario sollevare la questione delle assegnazioni delle case rifugio e dei centri antiviolenza, dopo l’ennesima situazione incomprensibile.
Questa volta lo spunto arriva da Viterbo, dove la casa rifugio e centro antiviolenza verrebbero assegnati dal comune di Viterbo a soggetti che testualmente dichiarano: “Ci siamo inimicate alcune associazioni femministe non solo del territorio ma anche nazionali, perché spesso si parla di violenza di genere come fosse un tema riguardante le donne, ma è anche la violenza che subisce un uomo da un ex compagna, ex moglie… Pensiamo anche alla violenza economica subita da un uomo dopo la separazione” e ai quali viene dato un punteggio relativo all’esperienza doppio rispetto ai 30 anni di attività della associazione Differenza Donna.
I soldi per finanziare la casa, gestiti dal comune, sono della regione Lazio che ha il dovere di vigilare.
Proprio alla Regione, ma anche ad altre istituzioni, Differenza Donna e Battiti si rivolgono in questo comunicato.
I centri antiviolenza finanziati dalla Regione Lazio devono essere gestiti da chi ha tutti i requisiti specifici per farlo. Sulla pelle delle donne non possono essere concesse leggerezze.
Da tempo siamo presenti ai tavoli istituzionali regionali, quali esperte, per capire insieme i criteri per accreditare le associazioni in grado, per statuto e comprovata esperienza, di occuparsi di violenza sulle donne.
Non è possibile che, come da verbali riportati sull’albo pretorio del comune di Viterbo, la commissione di valutazione delle proposte, partecipanti al bando per l’assegnazione del centro antiviolenza e della casa rifugio regionali, affidi questi ultimi ad associazioni che non hanno la specificità del contrasto alla violenza sulle donne nel proprio statuto, e come se non bastasse ad associazioni che pensano sia un minus essere femministe ed un’evoluzione politica essere neutre.
Le donne vogliono chiarezza, fatti, risposte concrete e non giochi politici. Per la Regione Lazio è questa l’occasione per fare la differenza. Siete o no dalla parte delle donne dei centri aniviolenza? Volete o no applicare la convenzione di Istanbul? Queste le nostre domande.
Nel caso di Viterbo appare tra l’altro ridicola l’assegnazione di punti 2 a Differenza Donna, oltre ai cinque anni richiesti come requisito minimo, per l’attività nel campo della violenza contro le donne.
Come da curriculum fatto pervenire, e come noto in tutta Italia, Differenza Donna gestisce sin dal 1992 , centri antiviolenza e case rifugio, dovendo quindi avere attribuiti 12 punti e non di certo 2. Siamo sicure che questi “meri vizi formali” saranno risolti in maniera rapida e indolore al fine di garantire procedure trasparenti, lineari, e non strumentali a fini decisi aprioristicamente.
La gara per l’assegnazione del centro antiviolenza e della casa rifugio di Viterbo aspetta da quattro anni la sua conclusione.
La Regione Lazio e il comune di Viterbo risolvano al più presto questa situazione, attenendosi alla Legge regionale del Lazio 4/2014 e alla Convenzione di Istanbul.
Differenza Donna Onlus
Associazione Battiti
