Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In qualità di segretario generale della Fai Cisl di Viterbo, mi sento in dovere di tornare sull’argomento relativo all’aggressione di Castel d’Asso ai danni del giornalista di Tusciaweb e dei sindacalisti coinvolti.
Condanno fermamente quanto accaduto, insieme a tutta la categoria che rappresento, ma ho la necessità di precisare che questa giusta esposizione mediatica non ha fatto distinzioni fra le aziende che in quel territorio operano.
Da più di tre generazioni lavoro, non usufruendo del distacco sindacale, in un’azienda agricola di Castel d’Asso: una delle tante realtà sane che danno lavoro a molte persone rispettando il contratto di categoria in ogni suo aspetto.
Parlare di caporalato e di sfruttamento senza distinguo, ma facendo di tutta l’erba un fascio, porta solo a danneggiare un settore intero che traina l’economia di quel territorio. Se, invece, alcuni sono a conoscenza di vicende che possono essere ricondotte all’infamia del caporalato e dello sfruttamento, li invito a recarsi in procura a denunciare: hanno l’obbligo di riferire quanto sanno ai magistrati.
Andrea Burla
Segretario generale Fai Cisl Viterbo
