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“Nei focolai del coronavirus vietati l’ingresso e l’uscita, se necessario interverranno le forze armate…”

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Coronavirus - La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte

Coronavirus – La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte

Coronavirus - La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte

Coronavirus – La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte

Coronavirus - La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte

Coronavirus – La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte

Roma – “Nelle aree focolaio non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni”. Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, alla fine di  un consiglio dei ministri straordinario sul coronavirus che si è svolto nella sede della protezione civile, ha illustrato i provvedimenti decisi attraverso un decreto legge ed ha rassicurato curato gli italiani. Il provvedimento è stato spiegato in una conferenza stampa, oltre che dal  presidente del consigli, dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro.

“Ovviamente disporremo dei presidi e dei controlli – ha spiegato Conte -. Abbiamo dato mandato alle forze dell’ordine perché provvedano. E se è necessario ci saranno le forze armate, ma confideremo molto sulla collaborazione dei cittadini”.

Il varo del decreto legge mira alla tutela dei cittadini.

“Abbiamo adottato un decreto legge con misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica – ha detto il premier -. Lo scopo è tutelare il bene della salute degli italiani. Il bene della salute degli italiani  è quello che ci sta ci sta più a cuore, è quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto. La salute è al primo posto in una ideale gerarchia di valori”.

“Sono sicuro – ha rmarcato Conte – che ci sarà una forma di intensa collaborazione con la comunità locale. Comunque predisporremo misure perché le iniziative prese abbiano piena attuazione”.

Il mancato rispetto delle misure di contenimento decise dal governo sarà punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale che prevede l’arresto fino a tre mesi.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato che al ministro della Pubblica istruzione è stata data la facoltà di bloccare le gite scolastiche in Italia e all’estero e a quello dello sport di bloccare le manifestazioni sportive. Ha sottolineato che già nei giorni scorsi ha cercato un coordinamento con il commissario europeo alla salute e il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’area Europa. A Bruxelles si è riunita commissione, voluta fortemente dall’Italia, di tutti i ministri della sanità europei. 

Il ministro Vincenzo Spadafora ha deciso di sospendere tutte le manifestazioni sportive di domani in Veneto e Lombardia.

Il consiglio dei ministri non ha sospeso Schengen e non ha chiuso i confini.



“Quando parliamo di controlli accurati – ha spiegato Conte – dobbiamo sempre tenere conto della sostenibilità delle misure e una chiusura dei confini sarebbe stata una scelta sproporzionata. Al momento non ci sono gli estremi per un’iniziativa di questo tipo, senza tenere conto poi dell’impatto devastante che avrebbe sull’economia. Cosa facciamo dell’Italia un lazzaretto?”.

Al consiglio dei ministri, presieduto da Conte, hanno partecipato il sottosegretario di stato alla presidenza Riccardo Fraccaro e i ministri Speranza, Di Maio, De Micheli, Boccia, Lamorgese, Franceschini, Bonetti, Spadafora, Provenzano, Amendola, Cataldo. Gli altri ministri erano collegati in video conferenza.

Il punto sulla situazione l’ha fatta il capo della protezione civile Borrelli. 79 sono le persone colpite, 76 positive al test, 2 i morti, un dimesso (guarito). Dei 76 positivi al test: 54 sono in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emila Romagna, 1 in Piemonte, oltre i 2 turisti cinesi ancora ricoverati allo Spallanzani di Roma.

Il presunto “paziente zero” non ha mai avuto il coronavirus.

In terapia intensiva 18 pazienti, 33 ricoverati con sintomi, 11 in isolamento domiciliare. Le due vittime sono il pensionato padovano 78enne Adriano Trevisan e una donna lombarda di 76 anni.


Il decreto per contenere il contagio da Coronavirus nel dettaglio

Il decreto interviene in modo organico, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus.

Il testo prevede, tra l’altro, che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Tra le misure sono inclusi, tra l’altro:

Si introduce, inoltre, la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati.

L’attuazione delle misure di contenimento sarà disposta con specifici decreti del presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro della salute, sentiti i ministri e il presidente della regione competente ovvero il presidente della conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui gli eventi riguardino più regioni. Nei casi di estrema necessità ed urgenza, le stesse misure potranno essere adottate dalle autorità regionali o locali, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fino all’adozione del decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Ai fini sanzionatori, il decreto stabilisce che il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.

Infine, il testo prevede che il prefetto, informando preventivamente il ministro dell’Interno, assicuri l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.


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