Proceno-Acquapendente – La linea del fronte contro il Coronavirus nella Tuscia corre qui. Tra Proceno e Acquapendente. A ridosso della Toscana. E da qui si dipana la Cassia nord che porta nel cuore del viterbese. San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone e infine Viterbo. Attorno, il bacino del lago vulcanico più grande d’Europa, con i comuni di Gradoli, che ha già disdetto il pranzo del Purgatorio previsto per il 26 febbraio, Marta, Capodimonte e Valentano. Migliaia di persone.
“E se c’è da fare la quarantena – dice Carlo Fastelli di Acquapendente – faremo la quarantena. La salute soprattutto”.
Proceno – L’ingresso del paese
L’altro ieri la notizia. Un’infermiera piacentina, risultata positiva al test del Coronavirus, il 14 e 15 febbraio è stata a Proceno, da alcuni familiari, passando prima per la Toscana dove si trovano i genitori. A Proceno avrebbe partecipato a un ballo in maschera, nella sala comunale che si trova nella piazza principale del paese. Una festa a cui avrebbero partecipato diverse persone. Come tutti gli anni. E da Proceno sarebbe poi andata ad Acquapendente, sempre per il Carnevale.
“Questa ragazza – racconta Nadia del centro estetico Armonia – è venuta qui in vacanza. E ha girato per il territorio. Ha partecipato alla festa di carnevale qui in paese. Il 15 febbraio. E’ entrata per salutare delle persone, una mezzoretta in tutto. Io ho un centro estetico. Si chiama Armonia. Mettilo nell’articolo, così facciamo un po’ di pubblicità. Perché i contraccolpi economici, subito dopo la diffusione della notizia, sono stati diversi e gravi”.
Proceno – La sala dove c’è stata la festa di Carnevale il 15 febbraio
Nadia è seduta su una delle sedie dell’unico locale aperto di Proceno. Il buco, un circolo Acli. Ieri pomeriggio, 24 febbraio. E la preoccupazione per la situazione in corso è evidente. Soprattutto perché le persone hanno disdetto tutti gli appuntamenti presi con il centro estetico. “Le persone – prosegue Nadia – rinunciano agli appuntamenti perché hanno paura. Mi hanno detto che ci vedremo quando la situazione sarà più chiara. Inizialmente, quando ho saputo la notizia dell’infermiera, ho avuto il panico. Adesso sto ridimensionando la cosa perché non ho avuto un contatto diretto con questa persona. Un po’ di paura ce l’hai, perché è una cosa che non conosci. Però è solo una psicosi nostra”.
Proceno – La sede del comune
I familiari dell’infermiera che lavora nel Piacentino hanno deciso di chiudersi in casa volontariamente. “Nessuno li ha obbligati – precisa Nadia – e non hanno sintomi. La nipote li avrebbe chiamati. Alla fine potevano anche fare finta di niente. Invece sono stati corretti”.
“C’ho parlato per telefono – aggiunge Roberta, anche lei cliente del Buco – stanno bene e non mostrano sintomi di nessun genere. Gli porto la spesa a casa, gliela lascio fuori e loro la ritirano”.
Proceno – Il centro storico
A Proceno le scuole sono chiuse, così come ad Acquapendente, Sorano e Pitigliano. Quest’ultimi due paesi in Toscana, a pochi chilometri dalla Tuscia. La gente, da queste parti, lavora soprattutto nelle piccole fabbriche sparse per il territorio. Altri vivono d’agricoltura. Poche le attività commerciali, quasi tutte in crisi. Per le vie di Proceno quasi non si incontra nessuno. “Ma è normale – dice Annarita -. E’ sempre così. D’inverno c’è il deserto. In paese ci sono molti anziani. I giovani sono pochi. Alcuni lavorano nelle piccole fabbriche qua attorno. Qualcuno anche a Viterbo. Ancora la situazione non è chiara. Certo, bene non la prendiamo di sicuro. L’infermiera è stata qui, sotto la sala del comune. Ancora non sappiamo niente. Non lo so se ieri sera il comune ha messo qualcosa su Facebook. Io non ho avuto contatti perché quella sera non c’ero. La festa è stata fatta il 15. In un bel salone. Ci saranno state più di 100 persone sicuro”.
Proceno – L’ingresso del paese
La sindaca di Proceno, Cinzia Pellegrini, in questo momento si troverebbe all’estero. Sulla pagina Facebook del comune il 23 febbraio ha scritto: “Il giorno 23 febbraio 2020 una famiglia di Proceno è stata prontamente avvertita da un famigliare che lavora come infermiera di pronto soccorso presso uno degli ospedali del Piacentino, di essere sotto osservazione nel suo domicilio perché risultata positiva al test di Coronavirus. La famiglia dell’infermiera di Pronto Soccorso è stata in contatto con la famiglia di origine nel week end del 15 e 16 febbraio 2020. Abbiamo avvisato i Comuni limitrofi di Acquapendente, Sorano, Pitigliano, nelle persone dei sindaci, visto che la ragazza ha parenti a Sorano e la restante parte della famiglia a Proceno. Tutti i membri della famiglia di Proceno che sono venuti a stretto contatto con la persona sono in isolamento volontario da questa mattina in via precauzionale e per i prossimi 7 giorni. I membri della famiglia sono a conoscenza della profilassi da seguire. Le Asl di Viterbo e della Toscana, il medico di base e il Pronto soccorso di Acquapendente sono tutti al corrente. La situazione in questo momento risulta essere sotto controllo e i familiari NON mostrano alcuna sintomatologia o evidenze relative al virus. Domani e dopodomani le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse per ordinanza del Sindaco di Acquapendente sempre in via precauzionale, come anche le scuole di Sorano e Pitigliano che hanno deciso di adottare un prassi di maggiore tutela”.
“Assicuriamo – sottolinea il post Facebook del comune di Proceno – che siamo in contatto continuo con le autorità competenti e abbiamo chiesto il monitoraggio costante della situazione. Si invita tutti alla calma. La situazione è seguita e monitorata. Si fa uno speciale in bocca al lupo alla famiglia di Proceno e alla famiglia di Castello e soprattutto all’infermiera che si è trovata, suo malgrado, coinvolta in questa situazione di difficoltà nell’adempiere alle sue mansioni Si ricordano i numeri di telefono ufficiali: 1500 e il 112 in caso di evidenze quali febbre, tosse si chiede di fare riferimento anche al pronto soccorso più vicino. Ora si chiede a tutti calma. Per ogni qualsiasi problema o dubbio rimango a disposizione”. Lascia anche il numero di cellulare.
Contattata telefonicamente, prima risponde. Poi dice di avere “la Asl sotto” e riattacca. Contattata di nuovo, non risponde più.
Proceno – Il centro storico
Risponde invece il senatore di Forza Italia Francesco Battistoni. Anche lui è di Proceno dove riveste la carica di capogruppo dell’opposizione. Appena saputo dell’infermiera piacentina ha presentato subito un’interrogazione consiliare. Cosa chiede? La risposta: “chiedo di sapere – commenta Battistoni per telefono – se l’amministrazione comunale ha ricostruito i movimenti e i contatti avuti dall’infermiera di Piacenza e li ha trasmessi alle autorità competenti. Se ha attivato ogni procedura possibile per verificare casi di contagio nel territorio comunale di Proceno. Se l’amministrazione può confermare che l’infermiera contagiata da coronavirus ha partecipato alla festa di carnevale organizzata dalla Pro Loco di Proceno, sabato 15 febbraio. Se la sindaca Cinzia Pellegrini è stata a contatto con tale infermiera e abbia, visto che attualmente si troverebbe all’estero e in ottemperanza a un principio di precauzione, comunicato alle autorità aeroportuali in cui si è recata e nello Stato in cui attualmente si trova, di essere stata a contatto con una persona affetta dal virus. E se, infine, in questa situazione di emergenza, non reputi opportuno tornare nella sede comunale a svolgere il suo ruolo per garantire la tutela della salute pubblica”.
Proceno – Porta Fiorentina
In giro, alle 4 e mezza del pomeriggio, le persone sono pochissime. Superata Porta Fiorentina, che apre al paese, si incontrano solo due turisti. Sono romani e dell’infermiera di Piacenza non sapevano nulla. “Siamo venuti a Proceno – dichiarano Enrica e Sandro – per comprare l’aglio. Perché l’aglio di Proceno è famoso”. E nel frattempo si fanno un giro. Ammirano il panorama che tutt’attorno è semplicemente stupendo. Un paese che ha origini antiche e quasi mille anni di storia.
Proceno – Il centro storico
“Un paesaggio da Walking dead”, scherza Federico, citando la serie televisiva sugli zombie. “Ma è sempre un po’ così”. Parla poi “dell’assalto” ai supermercati, quello che ci sarebbe stato ad Acquapendente. Città a pochi chilometri di distanza. “Una cosa naturale – la definisce -. Una specie d’istinto di sopravvivenza. Se non lo faccio io tanto lo fai tu. Magari vai dopo una settimana e non trovi niente. Se pensi bene, questo comportamento non è poi così tanto irrazionale. La paura subentra sempre. Come il guardare con sospetto gli altri”.
Nel frattempo, nessun contagio.
Acquapendente – Centro storico
Ad Acquapendente le persone sembrano più tranquille. Nonostante “l’assalto”, così lo descrivono, a supermercati e attività commerciali. E pure qui la gente in giro è veramente poca. E anche da queste parti il contagio è assolutamente nullo.
Acquapendente
“Dove lavoro, un negozio di igiene per le persone – racconta una ragazza del posto – abbiamo aperto alle 8. E alle 8 e 10 avevamo già finito tutto. C’è stata gente che ha comprato 10 scatole di amuchina. Salviette igienizzanti e varichina. Devi vedere quanti! Per essere lunedì mattina e di febbraio è veramente un assurdo. Non puoi capire. Allucinante”. Poi aggiunge. “Io ero a cena con l’infermiera piacentina. Sabato 15 febbraio è venuta a Proceno dove c’era una festa in maschera alla quale ho partecipato. Eravamo più di 200 persone. Nella sala comunale di Proceno”. Dice inoltre “che il carnevale, il martedì grasso, ad Acquapendente non lo fanno più”.
Acquapendente – Un carrello della spesa
Vicino a lei c’è Simonetta che riporta un episodio capitato in un ufficio pubblico di Viterbo di cui ha saputo tramite un conoscente. “Un mio amico questa mattina è stato in un ufficio pubblico. Gli è venuto un colpo di tosse e si sono tutti girati, nel panico. Capito dove siamo arrivati? Per un colpo di tosse. Se viene la febbre sei nel caos”. Poi precisa. “Economicamente qui ce la passiamo male. Già da tempo. Si lavora il sabato e la domenica. Durante la settimana niente. La gente non esce, perché non ci sono i soldi”.
Un “assalto”, quello ai negozi della zona, confermato anche da un dipendente di un supermercato. “La gente – dice – ha portato via soprattutto generi di prima necessità. Pane, lievito, farina, acqua e roba per l’igiene personale”.
Acquapendente – La sede del comune
Infine Carlo Fastelli, l’unico che ha voluto dire anche il cognome. “Tanto – precisa – qui ad Acquapendente mi conoscono tutti”. “Domenica sera – dichiara – è uscita la notizia di una persona contagiata che è stata a Proceno. Vediamo come si mette la situazione. Speriamo bene. Questa mattina mia moglie è andata al supermercato dove ha trovato la gente che si riforniva di tutto. La roba sta terminando in vista di una possibile quarantena. Speriamo che il contagio sia già stato arginato. Per ora da queste parti, nessun caso. Poi si vedrà, se Dio vorrà. E se c’è da fare la quarantena faremo la quarantena. Purtroppo bisogna rispettare le leggi. Tutto qui, la salute soprattutto. Il resto viene dopo”.
Daniele Camilli
Fotocronaca: La situazione a Proceno – …e quella ad Acquapendente










