Montefiascone – Montefiascone si ferma per l’addio ad Aurora. Fuori dalla chiesa palloncini bianchi volati in cielo, tantissimi ragazzi, amici e compagni di scuola. La sua classe stende uno striscione: “Ce lo siamo giurati, non ti scorderemo mai”.
Una città intera ha dato oggi pomeriggio l’addio ad Aurora Grazini, la ragazza di 16 anni trovata morta nel suo letto sabato scorso. Il giorno precedente era stata visitata al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle di Viterbo e rimandata a casa.
I funerali si sono celebrati nella chiesa di San Flaviano, a Montefiascone, la città dove Aurora era cresciuta e dove abitava, a borgo Trapè, a qualche chilometro di distanza dal centro.
Don Luciano nella sua omelia ha spiegato la difficoltà di trovarsi di fronte a una morte così prematura.
Multimedia: Fotocronaca: I funerali di Aurora Grazini – L’addio della città ad Aurora – Video: I funerali di Aurora – “Non ti scorderemo mai”
“Questo mattina sono stato al cimitero e ho chiesto a Aurora di pregare per i suoi genitori e famigliari. Mentre dicevo il rosario la guardavo e il suo volto sembrava disteso – ha detto don Luciano -. Allora sono tornato a casa e ho scelto il Vangelo da leggere. Nel Vangelo Gesù dice due cose: “non temere” e poi “abbi fede”. Questo mi sono detto questa mattina: “non temere Luciano”.
“Non avevo pensato all’omelia – ha continuato il parroco – ma dico quello che mi viene dal cuore. Non temete e non abbiate paura perché la morte non è l’ultima parola. Aurora vive, non abbiate paura. Dobbiamo accompagnare Aurora nel suo cammino. La morte è un passaggio verso la felicità”.
In chiesa non si riusciva nemmeno ad entrare. Fuori, il piccolo piazzale di fronte a San Flaviano era pieno di gente. Tant’è che era difficile persino muoversi.
Dopo le parole di don Luciano è stata letta una lettera dei docenti e degli alunni della scuola che Aurora frequentava: “Ciao piccola Aurora Ci hai lasciati all’improvviso, ci mancherà la tua esuberanza e voglia di vivere. Ci salutavi ogni mattina con il sorriso. Non ci abitueremo mai alla vista del tuo banco vuoto, ma ti facciamo la promessa di non dimenticarti mai. Ciao piccola stella”.
Ieri pomeriggio, l’autopsia al tempio crematorio del cimitero di San Lazzaro a Viterbo. Sempre ieri, la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per la morte di Aurora Grazini del medico Daniele Angelini, 49enne di Civita Castellana, dal 2005 primario del pronto soccorso dell’ospedale Belcolle di Viterbo. Venerdì è stato lui ad aver visitato la 16enne.
Aurora è morta sabato mattina. Nel primo pomeriggio del giorno precedente, un’ambulanza l’ha portata al pronto soccorso di Belcolle per problemi respiratori e dolore al cuore. Ma la Asl di Viterbo sostiene avesse solo ansia e crisi di pianto. Il medico le avrebbe dato quindici gocce di En, un ansiolitico, e fissato un appuntamento dal neuropsichiatra infantile. Il percorso di sostegno psicologico sarebbe dovuto iniziare alle 10 del lunedì successivo. Aurora, con al fianco la madre, sarebbe arrivata in ospedale alle 14,48. Alle 15,29 le dimissioni. Ma a casa avrebbe continuato a lamentare crisi respiratorie e una certa debolezza. La mattina del giorno dopo il decesso. A soli 16 anni.




