Bolsena – “Faremo del male a te e ai tuoi genitori”. Così i due 70enni arrestati per estorsione e usura dalla polizia minacciavano la loro vittima.
“Martedì pomeriggio a Bolsena la squadra mobile di Viterbo ha arrestato in flagranza due abitanti del comune, uno di 78 anni e l’altro di 70, per estorsione e usura in concorso ai danni di una donna di 38 anni, anch’essa residente in provincia di Viterbo, e per porto abusivo di strumento atto all’offesa e, per quanto riguarda il 78enne, anche per porto abusivo di arma da sparo”. Lo scrive in una nota la questura di Viterbo.
L’indagine dei poliziotti è partita dalla denuncia presentata in questura dalla vittima, preoccupata per la sua incolumità e per quella dei propri familiari. “Versando in una situazione di difficoltà economica – spiega la questura -, la donna avrebbe accettato un prestito di denaro. Ma nel giro di poche ore avrebbe dovuto restituire la somma per un importo doppio, pena ripercussioni gravi in danno suo e dei prossimi congiunti”.
Sembrerebbe che la 38enne si sia rivolta al 70enne, suo vecchio conoscente, perché gli procurasse 3mila 500 euro. Ma l’uomo, prima di assecondare il prestito, avrebbe coinvolto il 78enne: un suo amico, che la donna però non conosceva affatto. Alla fine i due, secondo l’accusa, avrebbero chiesto alla vittima di restituirgli il doppio della cifra, ovvero 7mila euro.
I poliziotti della squadra mobile hanno informato tempestivamente il pm. “Con la procura di Viterbo – continua la questura – sono stati concordati tempi e modi d’intervento: sono state fornire alla vittima banconote con numero progressivo registrato da consegnare agli estorsori in luogo e orario prestabiliti, in modo che gli agenti potessero intervenire nell’immediato”.
Pianificato e predisposto l’appostamento, comprensivo anche degli operatori della polizia scientifica per riprendere la scena, gli investigatori hanno seguito le fasi dell’incontro, in stretto raccordo informativo con il pm. “Dopo la consegna della busta con il denaro – prosegue la questua -, è scattato il blitz che, nel giro di pochi secondi, ha portato i poliziotti a bloccare i due estorsori all’interno dell’auto, con il denaro ancora in mano”.
Poi la perquisizione. “Sono stati rinvenuti e sequestrati – rivela la questura – un assegno, che la vittima aveva dovuto riempire con l’intero importo e consegnare agli estortori in pegno fino alla restituzione della cifra, e il documento d’identità che i due uomini avevano trattenuto alla parte offesa per minacciarla, nel caso non avesse proceduto al tempestivo pagamento, di ‘andare a cercarla a casa per fare del male a lei e ai genitori’. Ad entrambi i soggetti sono stati sequestrati anche coltelli e una pistola, con relativo munizionamento, che uno dei due teneva sotto il sedile della propria auto”.
L’attività è stata coordinata dalla procura di Viterbo. Il gip ha convalidato gli arresti, disponendo per gli indagati l’obbligo di dimora nel comune di Bolsena.
La questura puntualizza: “L’approfondimento investigativo prosegue per verificare se vi siano stati altri episodi analoghi. Si invita la cittadinanza eventualmente interessata a sporgere denuncia, rivolgendosi alla procura o alla questura di Viterbo”.



