Viterbo – “E’ uno spettacolo che estremizza i sentimenti e un’analisi puntale delle relazioni”. Andrea Delogu e Francesco Montanari parlano del “Giocattolaio” che oggi sabato 29 febbraio alle 21 portano in scena al teatro Caffeina per la regia di Enrico Zaccheo. Coppia nella vita e sul palco racconteranno al pubblico questo thriller che narra la storia di un serial killer, soprannominato “Il Giocattolaio”, che prende di mira le donne, lobotomizzandole e abbandonandole a questo destino.
“E un testo del drammaturgo americano ormai scomparso Gardner Mckay – dice Montanari -. C’è questo serial killer, chiamato il giocattolaio, che recide il midollo cerebrale delle sue vittime, che sono tutte donne, rendendole dei vegetali. La problematica reale è che però il cervello è cosciente e quindi loro sono consapevoli della condizione che vivono.
C’è poi questa psicologa che si chiama Maude Christopher che tiene in cura le vittime e cerca con loro di fare un percorso di riabilitazione per quanto sia possibile.
Tutto accade in una notte, una sera X, in cui arriva un ragazzo e da lì accadono diverse peripezie.
Il testo è molto bello, un thriller erotico molto divertente. Con grande tensione. Noi siamo molto felici di farlo e il pubblico finora ha risposto in maniera ottimale”.
Sul personaggio: “Nel mio lavoro – spiega – devi entrare un po’ in quell’umanità che devi rappresentare, mettendoti a servizio. Ed è stato bello anche perché lo faccio con mia moglie. Un avventura molto ricca, anche se all’inizio eravamo anche un po’ giustamente e curiosamente spaventati. Avevamo paura di affrontare insieme queste tematiche, invece poi è andato tutto liscio.
La cosa interessante di questo testo è che tratta un parossismo, perché ci sono degli omicidi, ma l’autore fa un’analisi molto puntuale e specifica delle relazioni, non solo quelle tra un uomo e una donna e possono essere non solo d’amore, ma anche d’amicizia.
E’ un ribaltamento continuo di ruoli in cui c’è il carnefice che poi diventa vittima e viceversa; un po’ come quando noi siamo attratti dalle cose che all’inizio ci spaventano o quando siamo portati a reiterare degli ‘errori’ e ci si mette per esempio sempre con una certa tipologia di esseri umani: forse perché c’è un’attrazione profonda, perché sono un’altra faccia della medaglia o forse perché anche noi siamo in quel modo ed è quello di cui abbiamo bisogno.
Lo spettacolo lascia le persone inchiodate alla poltrona, le vedi avvicinarsi pian piano al palco col busto, perché c’è tantissima attenzione e tensione verso qualcosa che ci riguarda”.
Andrea Delogu, alla sua prima esperienza teatrale, afferma: “Sono Maude, una psichiatra che viene intrappolata dalla vita, molto legata a dei dolori e cose che non riesce a ottenere. Questo incontro particolare, tutto in una notte, spezzerà delle catene molto importanti dentro di lei”.
Sul fatto di dividere la scena col marito: “E’ strano – scherza – anche io molte volte vorrei ucciderlo, altre lo amo follemente… diciamo che è uno spettacolo che estremizza a livelli fuori dalla legge tutti i sentimenti che puoi provare per una persona.
Ma è bellissimo lavorare insieme, perché finalmente lo vedo e dato che lui è sempre fuori non ho mai avuto occasione di stare così tanto con lui. Devo dire che è molo bello, mi sto divertendo ed è figo essere anche colleghi.
Il teatro mi piace tanto – conclude – perché ogni set cambia. Non è noioso per niente, è il momento, è qui e ora”.
Paola Pierdomenico
