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Estorsione con metodo mafioso, via da Mammagialla la banda di David Rebeshi

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Mafia viterbese - Il blitz dei carabinieri del 28 novembre in cui è stato catturato Davide Rebeshi

Mafia viterbese – Il blitz dei carabinieri del 28 novembre in cui è stato catturato David Rebeshi

Viterbo – (sil.co.) – Estorsione aggravata dal metodo mafioso, via da Mammagialla la banda di David Rebeshi.

Sono stati trasferiti nelle carceri di Vicenza e di Voghera i quattro presunti complici tra cui il fratello di Ismail Rebeshi indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso dalla Dda di Roma.

Sono stati allontanati da Viterbo e sottoposti a regime di alta sorveglianza come accadde un anno fa per gli arrestati dell’operazione Erostrato.

Dietro le sbarre da due mesi sono il 31enne David Rebeshi, il 25enne K.A., il 24enne L.V. e il 22enne I.F.. Tutti albanesi, sono stati arrestati in flagranza dai carabinieri, lo scorso 28 novembre a Tuscania, mentre si facevano consegnare una somma da un ristoratore, ricattato con la minaccia di sterminargli la famiglia.

“Ti bruciamo il locale e ammazziamo la tua famiglia”, gli hanno detto terrorizzandolo. L’uomo, che a dicembre 2018 era già stato vittima di un attentato, il rogo della sua Jaguar, è tra le 47 parti offese di “mafia viterbese”.

Tutti di nazionalità albanese, sarebbero legati al fratello-boss di David, Ismail Rebeshi. Quest’ultimo ai vertici, con Giuseppe Trovato, dell’organizzazione italo-albanese di stampo mafioso sgominata coi 13 arresti del 25 gennaio 2019.

Ismail Rebeshi e Trovato compariranno il 10 febbraio davanti al gup Emanuela Attura del tribunale di Roma per essere processati con l’abbreviato. Ismail, 37 anni, considerato dagli inquirenti un personaggio particolarmente pericoloso, è detenuto anche nell’ambito di un’altra grande inchiesta, su scala internazionale, legata al narcotraffico di cocaina.

A Viterbo, prima dell’arresto per droga di novembre 2018 e di quello per mafia di gennaio 2019, gestiva una rivendita di automobili ed era attivo nel settore dei locali da ballo rivolti agli stranieri. Un settore quest’ultimo, del quale, a suon di minacce e attentati intimidatori, avrebbe cercato di avere il dominio in esclusiva.


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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