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Il figlio non paga un debito di droga, scaraventano la madre giù dal treno

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Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Civita Castellana – (sil.co.) – Il figlio non paga un debito di droga, minacciano di uccidere la madre e la scaraventano giù dal treno. 

A processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei un 45enne, la compagna 37enne e un 30enne di Civita Castellana. Difesi dagli avvocati Remigio Sicilia e Domenico Gorziglia, sono imputati a vario titolo di rapina, lesioni, spaccio, estorsione e stalking in concorso.

Parti civili un ragazzo di 26 anni e la madre 56enne, vittime tra il 2016 e il 2017 di una serie di minacce, intimidazioni e aggressioni, ricostruite ieri in aula alla prima udienza del processo. 


La testimonianza choc della madre

In aula la testimonianza choc della donna: “Mio figlio fece il grosso sbaglio di prendere 180 euro di hashish senza pagarlo, dicendomelo solo dopo un anno, quando è stato aggredito sul bus e gli è stato detto: ‘Ti ammazzo, ti taglio il collo, la prossima persona che ammazzo sarà tua madre'”. A quel punto sarebbe stata minacciata anche la madre. Il clou il 4 aprile 2017 su un treno della Roma Nord: “Io andavo a Riano, vedendo gli imputati a bordo, ho provato a nascondermi tra gli altri passeggeri. Ma mi hanno vista. La donna mi ha detto: ‘Dì ai tuoi figli di pagare i debiti, se loro non pagano, io ti ammazzo’. Mentre chiamavo il 112 mi hanno spinta giù dal treno, rompendomi un alluce, con una prognosi di 30 giorni”. 


“Avevo comprato la droga per rivenderla, ma l’ho fumata tutta”

Tutto sarebbe nato dall’acquisto di 50 grammi di hashish per 180 euro effettuato nell’estate 2015 dal 26enne al parco comunale di Civita Castellana. “Comprai la droga a buffo dalla donna al Boschetto con l’idea di rivenderla, ma l’ho fumata tutta, per cui non avevo i soldi per pagarla”, ha spiegato il giovane, che dopo qualche giorno sarebbe stato rapinato del cellulare dal 45enne. “Voleva i 180 euro, ma non li avevo. Allora mi strappò il telefono dalle mani, dicendomi ‘ringrazia che non ti prendo a schiaffi’ e restituendomi solo la sim. Quando mia madre l’ha saputo, gli ha dato 100 euro, ma il cellulare non ce lo hanno mai ridato”.


“Aggredito sul bus, mio figlio era sporco,ferito, puzzava che accorava”

La madre avrebbe saputo del debito di droga solo un anno dopo: “Quando mio figlio tornò a casa era sporco, ferito, puzzava che accorava”. “Mi hanno aggredito sul pullman per Roma. Il 45enne mi ha sputato e tirato addosso della birra minacciandomi di morte, quando siamo scesi mi hanno colpito a calci e pugni, al pronto soccorso mi hanno medicato con una prognosi di 10 giorni”, ha detto il figlio.


“Scendi giù che ti ammazzo, buffarolo, paga i buffi”

Sempre il 45enne lo avrebbe sorpreso mentre era solo a casa: “E’ riuscito a farsi aprire la porta, mi ha spinto dentro con uno schiaffo, voleva i 180 euro che non avevo, quindi si è seduto ad aspettare mia madre. Siccome tardava, ha afferrato un coltello da cucina e se lo è portato via”. Il 30enne invece si sarebbe piazzato sotto l’abitazione urlando: “Scendi giù che ti ammazzo, buffarolo, paga i buffi”. 


“Dopo la denuncia, ha tentato di investirmi col motorino”

Il 28 agosto 2016 il giovane fu inseguito all’uscita della caserma dei carabinieri di Civita Castellana dove era andato a sporgere una delle tante denunce e costretto a rifugiarsi a casa della nonna: “Mi trovai davanti il 45enne su uno Scarabeo grigio che tentava di investirmi, poi lui e il 30enne si appostarono sotto casa di mia nonna e mentre il 45enne urlava ‘scendi giù, ti meno’, il 30enne ha fatto in tempo a sfondare il portone mentre arrivavano i carabinieri chiamati dai vicini”. 

“Dopo la denuncia è cambiato tutto, non ho più avuto una vita, ancora oggi ho paura, non riesco a uscire da solo e a stare fuori casa per più di un quarto d’ora, soffro di ansia, temo per la mia incolumità”, ha concluso il 26enne. 

Per sveltire l’istruttoria, la presidente Mattei ha fissato già le prossime tre udienze del processo, che riprenderà il 5 maggio,per proseguire il 7 luglio e il 6 ottobre. 


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