Bagnoregio – “Non voglio prendere in giro nessuno. Non voglio prendere in giro gli studenti, i docenti, i genitori. Voglio essere sincera, perché noi professori dobbiamo sempre dare un esempio di verità ai ragazzi. Se continua così, l’istituto agrario di Bagnoregio rischia di chiudere. E a distruggerlo saranno gli orari di treni Atac e le conseguenze del dimensionamento scolastico. Stiamo inoltre pensando di utilizzare un pulmino a nostra disposizione per andare a prendere i ragazzi direttamente a Viterbo, ma abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti con le spese per il carburante”.
La dirigente scolastica Paola Adami dell’istituto omnicomprensivo Fratelli Agosti di Bagnoregio e il presidente dell’associazione TrasportiAmo Davide Nicodemi hanno convocato ieri una conferenza stampa per dire quello che sta accadendo nella scuola di Bagnoregio. Le conseguenze che sta subendo a causa degli orari della ferrovia Roma Nord, quella che a Viterbo parte dalla stazione di viale Trieste e arriva a piazzale Flaminio nella capitale. Passando per Civita Castellana Catalano. Poco più di 100 chilometri di tratta per quasi tre ore di percorso.
Bagnoregio – Davide Nicodemi, Paola Adami e Luca Profili
Con loro anche il sindaco di Bagnoregio Luca Profili “che – come ha subito esordito Adami – si è battuto al nostro fianco fin da subito. Per salvare la scuola”.
La ferrovia. Sì. Anche questa se a Bagnoregio non c’è. Ma molti studenti, che vengono un po’ da tutta la provincia, e su 250 iscritti il 90% è fatto da pendolari, per frequentare l’istituto agrario devono prendere prima il treno che arriva a Viterbo, poi l’autobus che li porta a Bagnoregio. Prima l’Atac, che gestisce la Roma nord, poi il Cotral, che si occupa invece di autobus. Soprattutto, e sono tanti, quelli che vengono dai Cimini. Soriano, Vignanello, Corchiano, Civita Castellana, Fabrica di Roma.
A meno che gli studenti non decidano di iscriversi a Viterbo, all’istituto Francesco Orioli. “Ma quelli – ha precisato il sindaco Profili – non c’hanno nemmeno un giardino dove mandare gli studenti a fare un po’ di pratica”.
Bagnoregio – L’istituto agrario
Una vita da manovali e braccianti. E’ questa la vita che fanno gli studenti di Bagnoregio per avvalersi di un diritto. Quello all’istruzione, messo nero su bianco dalla Costituzione entrata in vigore nel 1948. L’anno in cui l’istituto agrario di Bagnoregio, che nel corso degli anni ha formato tra i migliori agronomi della regione Lazio, ha aperto i battenti. Col rischio che settant’anni dopo li chiuda.
“I ragazzi – racconta la preside Adami – per venire a scuola prendono il treno che parte alle 6 e mezza di mattina da Catalano e arrivano a Viterbo alle 7,47. Soltanto che l’autobus Cotral per arrivare a Bagnoregio parte dal capoluogo alle 7,25. Il primo pullman disponibile per gli studenti è soltanto quello delle 8,15. Ciò significa che i nostri alunni perdono la prima ora di lezione”. E sono già a oltre 100 ore di lezioni perse.
Bagnoregio – L’istituto agrario
Per non parlare poi del ritorno. “L’uscita da scuola – spiega una studentessa – è alle 13,30 uscite. L’autobus parte da Bagnoregio alle 13.50 e arriva a Viterbo alle 14.20. Soltanto che il treno della Roma nord muove dal capoluogo della Tuscia alle 14,21. A volte aspetta, ma ci dobbiamo scapicollare. Altrimenti siamo costretti ad aspettare quello delle 16,21. Per giungere a casa alle 17,36”.
In sintesi, uno studente che vuole frequentare l’istituto Fratelli Agosti inizia la sua giornata da pendolare alle 5 e mezza di mattina, quando ancora è buio, per tornare dalla sua famiglia attorno alle 6 della sera. Una vita fatta di fatica e sostanzialmente priva di momenti di socializzazione e tempo libero. Come invece dovrebbe avere un ragazzo della loro età, tra i 14 e i 18 anni. Più di 12 ore in giro, di cui soltanto 4-5 a scuola. E anche studiare è veramente difficile.
Bagnoregio – Paola Adami
Stessa sorte quella dei professori. “Quando abbiamo la lunga – racconta una docente -, cioè il rientro pomeridiano, arriviamo a casa alle sette di sera”.
“Un assurdo quello che sta accadendo – dice Nicodemi -. E la politica, le istituzioni sono totalmente assenti. Una vergogna”.
Bagnoregio – Davide Nicodemi
L’associazione che Nicodemi dirige ha avanzato delle proposte. Proprio ieri, in conferenza stampa. Cercando di intervenire sugli orari. Per alleviare un po’ la situazione o quantomeno permettere agli studenti di frequentare pure la prima ora di lezione.
“Chiediamo ad Atac – spiega Nicodemi – nuovi orari. Il primo. Partenza da Catalano alle 5,40 per poter arrivare a Viterbo alle 6,57 e prendere così la coincidenza delle 7,25. Il secondo. Partenza da Viterbo alle 14,50 per poter arrivare a casa attorno alle 16. Chiediamo inoltre di reintrodurre il treno delle 20,01 che una volta partiva da Viterbo. Oggi, l’unico mezzo utile parte alle 18. E questo significa tagliare fuori il capoluogo da tutto il resto della provincia. Perché chi vuole passare un pomeriggio nella città dei Papi, praticamente non lo può fare”.
Bagnoregio – Giovanni Agosti
La proprietà della linea ferroviaria Roma nord è della Regione Lazio, ma la gestione, almeno fino al 31 dicembre 2020, è affidata ad Atac, società interamente controllata dal comune di Roma. La linea è a doppio binario nel tratto che va da piazzale Flaminio a Montebello e a binario semplice fino a Viterbo. Il tempo di percorrenza dell’intera linea è di 2 ore e 40 minuti. Un chilometro e mezzo al minuto. Le fermate della linea sono in tutto 33. Quelle della tratta a doppio binario sono 14. Quelle a binario unico 19.
Dal 1° luglio 2019 la sicurezza ferroviaria della linea Roma-Viterbo è passata dalla giurisdizione dell’Ustif (ufficio speciale trasporti a impianti fissi) all’Ansf (agenzia nazionale sicurezza ferroviaria). Con la disposizione operativa 135/2019, successivamente abrogata e sostituita da un’altra disposizione, la numero 146/2019, la società Atac ha disposto tutta una serie di limitazioni alla circolazione dei convogli ferroviari. Mentre la tratta urbana Roma-Montebello è rimasta pressoché invariata, con 180 treni programmati, e senza la riduzione estiva, la tratta extraurbana Montebello-Viterbo, al contrario, è stata quella che ha risentito maggiormente dei provvedimenti presi, subendo la riduzione di 22 treni dai 56 previsti dal programma feriale.
“Pesanti le ripercussioni all’utenza e alla mobilità veicolare – ha sottolineato Nicodemi – neanche il servizio sostitutivo con bus, messo in atto con società di trasporto sia pubbliche che private, non sembra compensare tali soppressioni. In fin dei conti, un treno offre circa 240-250 posti a fronte dei 60-70 di un autobus”.
Bagnoregio – Domenico Alfonso Agosti
Un problema, quello dei trasporti, fatto proprio anche dalla Rete degli studenti che proprio oggi incontrerà la dirigenza Cotral per affrontare tutte le questioni in campo e trovare una soluzione condivisa.
Bagnoregio – Luca Profili
“Già il dimensionamento scolastico ha fatto grandi danni alla scuola – ha ribadito Profili – dando l’indirizzo agrario a scuole come l’Orioli che non hanno nemmeno il giardino. Poi con gli orari dei trasporti siamo arrivati a un punto drammatico. Di fatto Bagnoregio, dal punto di vista dei trasporti, è isolata. E anche la maggior parte dei turisti che vogliono venire da queste parti preferiscono prendere il treno per Orvieto e poi venire da noi”. Si sta parlando di Bagnoregio dove c’è Civita, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di persone.
“La cosa migliore da fare – aggiunge Profili – è creare un sistema di trasporti alternativo cui stiamo lavorando da tempo. Un consorzio con altri comuni, ad esempio Bolsena, Montefiascone, Acquapendente e altre realtà qui attorno”.
“Qui da noi i ragazzi vogliono studiare – ha concluso Adami -. Ma devono essere messi nelle condizioni di poterlo fare”.
Daniele Camilli







