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“Il Codice rosso ha introdotto linee guida che già esistevano nelle procure”

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 Valerio de Gioia

Valerio de Gioia

Viterbo - Presentazione convegno "Il Codice rosso e la violenza di genere tra norma e sociologia"

Viterbo – Presentazione convegno “Il Codice rosso e la violenza di genere tra norma e sociologia”

Viterbo - Presentazione convegno "Il Codice rosso e la violenza di genere tra norma e sociologia"

Viterbo – Presentazione convegno “Il Codice rosso e la violenza di genere tra norma e sociologia”

Viterbo - Paola Conti, Valerio de Gioia e Emilio Orlando

Viterbo – Paola Conti, Valerio de Gioia e Emilio Orlando

Viterbo - Francesco Colapaoli e Fabrizio Ballarini

Viterbo – Francesco Colapaoli e Fabrizio Ballarini

Viterbo - Angelo Poli e Claudia Caporossi

Viterbo – Angelo Poli e Claudia Caporossi

Mauro Ianigro

Mauro Ianigro

Roberto Alabiso

Roberto Alabiso

Fabrizio Ballarini

Fabrizio Ballarini

Emilio Orlando

Emilio Orlando

Viterbo – “Il Codice rosso ha introdotto linee guida che già esistevano nelle procure”. E’ critico il magistrato della prima sezione del tribunale penale di Roma Valerio de Gioia. E le sue perplessità riguardano il Codice rosso, la legge n.69 del 19 luglio 2019 recante “modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”. Il suo intervento durante il convegno dal titolo “Il Codice rosso e la violenza di genere tra norma e sociologia”, organizzato dall’Associazione giovani avvocati, sezione di Viterbo. 

Un evento che si è tenuto nell’aula della Corte di assise del tribunale di Viterbo. Nel corso del dibattito sono intervenuti il sostituto procuratore Paola Conti, il magistrato del tribunale di Viterbo Mauro Ianigro, il vicepresidente fondazione Aiga “Tommaso Bucciarelli” Francesco Colapaoli, il presidente della camera penale di Viterbo Roberto Alabiso, l’avvocato Fabrizio Ballarini del foro di Viterbo, l’avvocato Claudia Caporossi, il giornalista Emilio Orlando. 

A moderare gli avvocati Ilaria Di Punzio e Angelo Poli. 

“Il Codice rosso è una norma apprezzabile sotto alcuni aspetti, ma ci sono delle lacune significative – ha spiegato Valerio de Gioia-. Innanzitutto bisogna dire che il Codice rosso ha introdotto linee guida che esistevano già nelle procure. Anche perché determinate fattispecie di reato avevano già una corsia preferenziale in tutte le procure d’Italia. E’ più che altro una riforma che serve a buttare giù disposizioni per fare in modo che uno dica ‘io le norme le ho messe e ora il problema è tutto vostro'”.

E ancora: “E’ un intervento legislativo che ha creato enormi difficoltà a tutte le procure. Il problema è che questi sono interventi legislativi a costo zero con cui poi si arriva a situazioni paradossali dove si risente la persona offesa sentita già dalla pg”.

Poi una precisazione: “Va poi fatto un chiarimento. Tutti sono pronti a dire che il Codice rosso è solo a tutela delle donne, ma non è così. Questa legge è a tutela delle persone offese per quella fattispecie di reato, uomini e donne“.

Per Valerio de Gioia c’è però qualcosa di apprezzabile in questa norma. “E’ una norma apprezzabile – continua Valerio de Gioia – sotto l’aspetto che è quello dell’aumento del regime sanzionatorio e l’aver introdotto il reato che va sotto il nome di omicidio di identità, ossia lesioni personali gravissimi con sfregio permanente al volto. Questa legge ha portato, e questo è un vantaggio, le circostanti aggravanti a diventare una fattispecie autonoma di reato”.

Per il magistrato il problema è poi anche il dibattito televisivo che si crea attorno ai processi. “La colpevolezza oggi molto spesso si afferma in televisione – ha spiegato il magistrato – e non nelle aule di tribunale. Nei dibattiti televisivi spesso il magistrato passa come incapace e l’avvocato come suo complice. I ruoli vengono messi in dubbio e non si capisce che l’avvocato serve ad aiutare il magistrato a far in modo che il soggetto, anche se colpevole, abbia una pena equa e congrua. Questo perché in tv è facile giudicare”. 

Tra gli interventi anche quello del sostituto procuratore Paola Conti che ha fornito un aggiornamento statistico sui casi di violenza nella Tuscia. “I casi di violenza sessuale nel 2017 sono stati 33, nel 2018 sono stati 45, nel 2019 sono stati 49. I casi di maltrattamento nel 2017 sono stati 159, nel 2018 sono stati 199, nel 2019 sono stati 225. Gli atti persecutori nel 2017 sono stati 108, nel 2018 sono stati 134, nel 2019 135”.

Dati che sottolineano un trend in aumento. Paola Conti ha poi parlato del Codice rosso, specificando però che l’attenzione per la violenza sulle donne era comunque già presente a livello normativo. “Quello della violenza sulle donne – ha spiegato – è un tema per me molto caro perché me ne occupo da tanti anni. Le statistiche dimostrano purtroppo che dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione su questo tema. Siamo di fronte a situazioni che richiedono un approccio delicato. In realtà però la massima allerta su questa tipologia di reato già c’era prima della legge 69 del 2019”.

Nel corso del convegno altri dati sono stati forniti dal magistrato Mauro Ianigro. Una statistica a livello nazionale e aggiornata a novembre 2019. Dati sempre relativi ai reati di violenza sulle donne. “Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di violenza, sia fisica che psicologica. Una ogni quarto d’ora – ha spiegato – . Nel 74 per cento dei casi gli autori sono italiani e nel 60 per cento sono ex partner. L’età degli uomini responsabili in generale va dai 25 ai 54 anni. E la ripartizione di questi fenomeni è equa più o meno in tutto il territorio nazionale. Nella metà dei casi, circa il 48,5 per cento, la violenza domestica avviene davanti ai figli. E una donna ogni 10 dichiara che le violenze vengono subìte anche dai figli”.

Mauro Ianigro ha poi chiarito come la legge 69 del 2019 stia portando le procure ad attrezzarsi per far fronte alle nuove disposizioni. “Questa legge – ha spiegato – ha come obiettivo quello di creare un doppio binario. In un certo senso si è voluto creare un sistema nell’ambito del sistema penale stesso. Si sono introdotte anche nuove fattispecie di reato. E di fronte a queste novità le procure si stanno attrezzando per assicurare nuove tutele. In questa sede giudiziaria una delle iniziative a cui si sta pensando è quella di dedicare un locale all’audizione delle persone protette“.

A intervenire anche Francesco Colapaoli, vicepresidente fondazione Aiga “Tommaso Bucciarelli”, che ha spiegato come l’associazione sia sempre al fianco di iniziative che sottolineano l’importanza della parità di genere.

Il presidente della camera penale di Viterbo Roberto Alabiso ha poi chiarito come “sia importante sempre, anche di fronte a questa nuova normativa, saper scindere i diritti e i doveri di tutte le parti in causa, parte offesa e indagato. Un procedimento non facile e che sottolinea ancora una volta il compito dell’avvocato che riveste un ruolo di grandissima attenzione ed equilibrio”. 

L’avvocato Fabrizio Ballarini ha poi chiarito le disposizioni introdotte dal Codice rosso in un parallelo con la la normativa precedente. 


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