Viterbo – “Le aziende agricole che sfruttano i lavoratori, li pagano da schifo e li costringono anche a turni massacranti come se nulla fosse vanno isolate. E vanno isolate anche sul nostro territorio che non è immune da tutto questo”. E’ l’appello che lanciano i segretari generale e organizzativo della Flai Cgil, rispettivamente Marco Nati e Massimiliano Venanzi. Il sindacato che tutela e difende i diritti dei braccianti agricoli.
Ieri sera un nuovo volantinaggio. Organizzato dalla Flai Cgil. All’ingresso di Castel d’Asso (Viterbo) dove il 24 dicembre, assieme a un giornalista di Tusciaweb e a Lavinia Fantini, sono stati aggrediti verbalmente in maniera irruente a da un gruppo di persone. Durante un volantinaggio del sindacato. Per informare i braccianti della zona dei loro diritti.
“L’appello è rivolto a tutti – spiegano Nati e Venanzi -, alle istituzioni, alle associazioni, a tutte le forze sindacali, ai cittadini e alle organizzazioni datoriali. In particolare modo alle tante aziende sane e rispettose dei diritti dei lavoratori presenti nella Tuscia. Una battaglia che deve essere il più possibile condivisa e portata avanti unitariamente”.
In strada, davanti alle terme dei Papi, diverse le persone che hanno preso parte al volantinaggio. Tra loro anche il sindacato Usb. Sul posto anche polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Oggi in consiglio comunale verrà anche discusso un ordine del giorno su caporalato e sfruttamento lavorativo presentato dalla consigliera Luisa Ciambella (Pd). Mentre nella sede della Cgil in via Saragat è stata convocata una riunione tra i segretari di Cgil, Stefania Pomante, Cisl, Fortunato Mannino, e Uil, Giancarlo Turchetti, per decidere la convocazione di una manifestazione unitaria in seguito ai fatti di Castel d’Asso.
“Siamo qui – hanno aggiunto i segretari della Flai Cgil – per rispondere a quanto accaduto una decina di giorni fa. Per continuare a fare il nostro lavoro. Un diritto costituzionale. Un dovere sindacale. E per dire, a chi ha ‘mostrato i denti’, che non abbiamo paura di nessuno. Tantomeno di loro. Per dire, e testimoniare con la nostra presenza e la presenza di tanti altri, che i diritti dei lavoratori che ogni giorno si spaccano la schiena che noi ci siamo, che non molliamo, che i braccianti delle nostre terre non sono soli”.
Daniele Camilli
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Video: Castel d’Asso, uno dei momenti dell’aggressione



