Viterbo – Operazione Erostrato, processo al via per 10 arrestati.
Tra loro i boss Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato, difesi dagli avvocati Roberto Afeltra e Giuseppe Di Renzo. C’è poi il pentito Sokol Dervishi, l’ex braccio destro, che con le sue dichiarazioni nell’ambito di un’altra inchiesta ha messo con le spalle al muro i complici di “mafia viterbese”.
Oggi la prima udienza del processo col rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Roma, Emanuela Attura. Comincerà invece il 9 marzo davanti al collegio di Viterbo il processo ai tre arrestati nel blitz del 25 gennaio 2019 che hanno scelto l’ordinario.
Ci sono anche le uniche due donne arrestate nel blitz e in carcere da oltre un anno: la commessa di Trovato, Martina Guadagno e la compagna di Rebeshi, Fouzia Oufir.
All’accusa il primo round. Salvo imprevisti, i pm Fabrizio Tucci e Giovanni Musarò chiederanno le condanne, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito, per i 10 appartenenti al sodalizio criminale italo-albanese accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Ha chiesto di essere interrogato Gazmir Gurguri, che sarà quindi sentito per primo, prima che l’udienza a porte chiuse entri nel vivo.
Tra le 19 parti civili, oltre a sedici vittime degli attentati e delle intimidazioni della banda (tra cui imprenditiri, un avvocato e un carabiniere) spiccano il comune di Viterbo, difeso dall’avvocato Marco Russo, l’associazione antimafia Caponetto e Sos Impresa. I rispettivi legali faranno le loro richieste subito dopo i pubblici ministeri.
Le difese discuteranno nel corso di un’altra udienza.
In tre a processo il 9 marzo
Saranno processati il 9 marzo col rito ordinario davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone: il parrucchiere trentenne Mauel Pecci, titolare di un salone di bellezza in via Maria Santissima Liberatrice; l’artigiano Emanuele “Lele” Erasmi, 51enne, di Bagnaia; e l’unico romeno, Ionel Pavel, 36 anni, operaio di Canepina.
Pavel, raggiunto nei fiirni scorsi in carcere da un avviso di fine indagine per un incendio doloso che avrebbe messo a sefno nel 2014 a Tarquinia, è tuttora detenuto a Torino.
Pecci e Erasmi, gli unici ai domiciliari, sono stati rimessi in libertà il 16 gennaio, dopo un anno.
Abbreviato per dieci tra cui due donne
In dieci, tutti in carcere, saranno giudicati a Roma con l’abbreviato: i presunti boss Giuseppe “Peppino” Trovato (44 anni, titolare di tre compro oro del capoluogo, originario di Lamezia Terme, residente da una quindicina di anni a Viterbo) e Ismail “Ermal” Rebeshi (albanese, di 37 anni, gestore a Viterbo di un autosalone e un locale notturno, già in carcere per droga dal 26 novembre 2018); Luigi “Gigi” Forieri (52enne residente a Caprarola, all’epoca titolare a Viterbo del bar di via Genova); i fratelli albanesi Spartak “Ricmond” Patozi e Shkelzen “Zen” Patozi, 32 e 35 anni (entrambi operai, Ricmond residente a Vitorchiano e Zen a Viterbo); il braccio destro pentito dei boss Sokol “Codino” Dervishi (operaio albanese di 34 anni, residente a Viterbo); Gazmir “Gas” Gurguri (anche lui albanese, operaio 35enne di Canepina); il viterbese Gabriele “Gamberone” Laezza (32 anni, operaio nella ditta di trasporti di famiglia); Fouzia “Sofia” Oufir (35enne d’origine marocchina, compagna e dipendente di Giuseppe Trovato); la 32enne viterbese Martina Guadagno (commessa in uno dei Compro oro gestiti da Trovato).
Silvana Cortignani

