Roma – “Mi è arrivata un’altra richiesta di processo”.
“Mi è arrivata un’altra richiesta di processo perché ad agosto ho bloccato lo sbarco di clandestini dalla nave di una ong spagnola. Ormai le provano tutte per fermare me e impaurire voi: vi prometto che non mollo e non mollerò, mai”.
A parlare è il leader della Lega Matteo Salvini. Il riferimento al caso della Open Arms.
Salvini era stato indagato ad Agrigento per aver negato ad agosto del 2019 lo sbarco della Open arms, la ong spagnola, con 164 migranti soccorsi in zona sar libica.
La vicenda fu sbloccata dal sequestro dell’imbarcazione disposto, per motivi di emergenza sanitaria, dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Lo stesso magistrato ad agosto aprì un’indagine a carico di ignoti per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Gli atti furono poi trasmessi a Palermo e da qui al tribunale dei ministri.
Il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, a novembre aveva condiviso le ipotesi di reato con le quali il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio gli aveva inviato il fascicolo sul caso open arms.
Il tribunale dei ministri di Palermo ha chiuso la sua indagine chiedendo alla procura di Palermo di avanzare una nuova richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. La comunicazione è arrivata in Senato ed è stata trasmessa all’ex ministro.
La motivazione principale con cui il tribunale dei ministri di Palermo chiede al Senato una nuova autorizzazione a procedere per Matteo Salvini è che “il decreto sicurezza bis non può essere applicato a navi che soccorrono naufraghi perché il soccorso in mare è obbligatorio”.
“Rischio – scrive Matteo Salvini su Facebook – un ulteriore processo per aver difeso i confini italiani? L’ho fatto, lo rifarei e lo rifarò: se devo difendere il mio paese, non ho paura di niente e di nessuno”.
I reati contestati sono sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio.
