Viterbo – “Non diteci solo bravi, aiutateci”. È al tempo stesso un’accorata richiesta d’aiuto e una denuncia quella lanciata da don Alberto Canuzzi, presidente del Ceis.
Lo fa a nome di 63 comunità di recupero, di fronte a Mauro Rotelli e Maria Teresa Bellucci, deputati FdI. “A voi – spiega don Alberto – in quanto rappresentanti del parlamento”.
L’incontro è in un luogo dal forte significato. Dove oltre 40 anni fa la comunità Ceis è nata, in pieno centro a Viterbo.
I due esponenti FdI arrivano da Mondonuovo, a Tarquinia e poi, alla comunità di don Alberto alla Quercia. Rotelli e Bellucci portano nella Tuscia il manifesto “Liberi dalla droga, schiavi mai” promosso da FdI.
“Una campagna nazionale – spiega Maria Teresa Bellucci – per dire mai schiavi della droga. Un manifesto costruito con tutti i soggetti che lottano contro l’uso di sostanze stupefacenti, tutte le comunità”.
I dati dell’Italia sono preoccupanti. “Siamo terzi per consumo in Europa di cannabis e quarti per cocaina. Sono numeri dell’osservatorio europeo, con l’età d’assunzione dell’eroina sempre più bassa”.
La risposta non è legalizzare. “È una frottola che la mafia si sconfigge legalizzando – insiste Bellucci – la mafia metterà sul mercato droghe sempre più a basso costo e potenti. Ci viene detto che la droga non fa male. Da realtà che hanno così tanto spazio per biechi interessi economici. Se si legalizza, il volume d’affari aumenta”.
C’è il manifesto e ci sono gli intenti. E poi c’è la realtà di chi il fenomeno lo combatte ogni giorno. Da anni. È dura.
“Non bisogna parlare di droga solo quando accadono fatti eclatanti – spiega don Alberto – ogni giorno ci sono famiglie nella disperazione, un giro di denaro illecito e migliaia di giovani assorbiti in questo vortice.
Lo stato un tempo investiva nella prevenzione, adesso non più”. Problema accantonato. “Le dipendenze patologiche vecchie e nuove devono essere al centro dell’attenzione, alcol compreso, invece continuano a mietere vittime.
L’ultima conferenza nazionale sulle droghe c’è stata a Trieste 11 anni fa. Per legge dovrebbe essere tre. Nel frattempo, i giovani sono esposti alle lusinghe delle droghe. Non basta sanzionare, occorre mettere al centro la persona, i valori umani e stili di vita sani”.
Chiede per le comunità accreditate, pari dignità rispetto ad altri servizi. “Vogliamo essere presi in considerazione, non diteci solo bravi ma aiutateci”.
Rotelli e Bellucci ascoltano con attenzione. E conoscono le difficoltà. “Non si tengono conferenze – spiega Bellucci – ma non c’è nemmeno un sottosegretario ed è stato azzerato il fondo per la lotta alla droga. Oggi arrivano solo spiccioli.
Lo stato, dal 2011 i governi di centrosinistra, il Pd hanno smantellato strutture di lotta alla droga. Lo dico come parlamentare e operatore”.
Alla conferenza arriva anche l’assessora ai Servizi sociali del comune Antonella Sberna. L’amministrazione prova a fare la sua parte. “Siamo nella sede dello sportello aperto dal Ceis con fondi regionali, abbiamo voluto dare continuità contribuendo, seppure non con una grande cifra”.
Giuseppe Ferlicca



