Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Inizia in modo fallimentare la “sperimentazione” dello spostamento del mercato settimanale dal Sacrario al Carmine, dopo decenni di permanenza nel centro di Viterbo.
Traffico in tilt, parcheggi poco utilizzati e solo in tarda mattinata. Salta così il valore del mercato come luogo di ritrovo, un colpo di spugna per lavoratori e cittadini, soliti passeggiare per le bancarelle facendo acquisti per poi proseguire nel centro cittadino.
La modalità è inutilmente perentoria e anche piuttosto ingannevole. In una nota datata 6 febbraio 2020, indirizzata a tutti gli ambulanti, si legge infatti che, con deliberazione n. 33 del 04/02/2020, la sede di svolgimento del mercato è stata spostata per i giorni 15 e 22 febbraio, da piazza Martiri d’Ungheria al Carmine per indisponibilità di detta area a causa della manifestazione del carnevale viterbese.
E sabato 29 febbraio? È stata notificata, ci chiediamo, la delibera di giunta n. 53 del 20/02/2020 con cui è stato invece deciso lo spostamento del mercato per sei mesi e in via sperimentale? Tra gli ambulanti ci sono coloro che hanno acquistato una licenza con scadenza 2021, per un posto, ben preciso, proprio in piazza Martiri d’Ungheria. Tutti lavoratori, padri e madri di famiglia, alcuni dei quali svolgono questa attività da generazioni. Ci chiediamo, inoltre, chi ha deciso e come il posizionamento di ogni ambulante nella nuova destinazione. Si legge, sempre nella nota che, “non potendo redigere una graduatoria in tempi utili”, l’assegnazione dei posteggi è stata effettuata direttamente dagli uffici. In base a quale regola? Con quale norma di trasparenza?
Lo spostamento è così urgente da non poter rispettare la scadenza naturale della convenzione in atto? In base a quale progetto? Se un progetto c’è perché non farlo conoscere? Perché non condividerlo con le associazioni di categoria, i cittadini e gli stessi ambulanti?
Un noto esponente di un gruppo di maggioranza elenca le possibili alternative alla collocazione in piazza Martiri d’Ungheria, piazza, come noto, dove insiste un parcheggio pubblico a pagamento: via Marconi, piazza della Rocca, via Garbini, valle Faul; tutte , da quanto dice, valutate non idonee. Quindi? Due ipotesi lascia intravedere: il Riello o la frammentazione. Quest’ultima soluzione ci risulta sia impossibile da praticare fino al 31/12/2020, in quanto la presente convenzione prevede che il mercato sia unito. I cittadini sono confusi, spaesati, alcuni palesemente irritati e contrariati.
E i commercianti del centro? Davvero credono che portando il mercato fuori dalle mura della città e liberando il parcheggio improvvisamente, quasi magicamente, il centro si rianimerà? No, non sono così ingenui i commercianti, sanno bene che il centro e la città tutta necessitano di politiche diverse, non solo legate all’utilizzo del parcheggio del Sacrario la mattina del sabato. Chi governa la città afferma che la decisione adottata è anche rivolta al turista, ma ci chiediamo dove sta questa attenzione quando lo stesso turista trova, passeggiando per le vie del centro, sporcizia, transenne, auto parcheggiate in modo selvaggio ovunque, locali commerciali drasticamente chiusi e in completo stato di abbandono, con l’immondizia infilata tra le grate e i vetri sporchi?
Riteniamo quindi sconsiderata la scelta fatta e pensiamo sia necessario valutare in modo approfondito le altre possibilità anche precedentemente indicate di permanenza del mercato nel centro cittadino; riteniamo inoltre che non possa essere adottata una soluzione di questo tipo, spot, non inserita in un piano di valorizzazione complessivo della città e la cui valenza continua a rimanere ai molti sconosciuta.
Si governa “per” o “contro” la città?
Patrizia Prosperi
Segreteria circolo unico Pd Viterbo
