Viterbo – “Il parco di via del Colle di San Martino al Cimino verrà dedicato a Norma Cossetto, nel centenario della nascita”.
A deciderlo, all’unanimità, è stato il consiglio comunale di Palazzo dei Priori a Viterbo. A una settimana dal Giorno del ricordo, il 10 febbraio, quando verranno ricordate le vittime delle foibe, uomini e donne uccisi durante e subito dopo la seconda guerra dall’esercito jugoslavo del generale Tito.
La proposta è stata presentata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Paolo Bianchini, Luigi Maria Buzzi, Gianluca Grancini, Antonio Scardozzi e Martina Minchella.
Nell’aula accanto a quella del consiglio, in sala regia, contemporaneamente la conferenza stampa dedicata alla presentazione delle iniziative in programma per il Giorno del ricordo previste a Viterbo per domenica prossima, 9 febbraio. Alla presentazione, gli assessori comunali Marco De Carolis e Laura Allegrini, la consigliera provinciale Lina Delle Monache, Maurizio Federici e Silvano Olmi, rispettivamente presidente provinciale e segretario del comitato 10 febbraio.
“Il negazionismo – ha detto Allegrini – è una malattia, e speriamo che per quanto riguarda le foibe finisca. Quindici cittadini viterbesi hanno vissuto lì il loro martirio. E non c’è niente che giustifichi l’eccidio che c’è stato. Non è stata una rivalsa, un riscatto, ma il male che è prevalso sul bene. Anche noi saremo in corteo, orgogliosi per essere la prima città che ha dedicato una parte della città ai martiri delle foibe“.
Il corteo in memoria delle foibe, organizzato dal comitato 10 febbraio con il patrocinio del comune e della provincia di Viterbo, partirà domenica prossima alle 10.30 da piazza del Teatro per arrivare infine a piazza Martiri delle foibe a Valle Faul. Alle 11.30.
“Non pensavo – ha aggiungendo o Federici – che dopo tutti questi anni ci fossero ancora in giro questi negazionisti. Ho sentito di tutto, persino che la storia di Norma Cossetto sia un falso. Oggi avrebbe compiuto 100 anni ma qualcuno l’ha fatta morire a 23. Concetto Marchesi, rettore del partito comunista di Padova, le diede la laurea honoris causa, e il presidente della Repubblica Ciampi la medaglia d’oro al valore civile. Quelle terre non erano slave, ma di diritto italiane. A Pola c’è un’arena più antica del Colosseo. Istria, Dalmazia, Pola, sono italiane. Strappate attraverso una pulizia etnica. E quando gli jugoslavi entrarono, la guerra era finita. Parliamo almeno di 18 mila morti. Ma è un dato indicativo. Solo a Gorizia in una notte sparirono 600 persone. Ma nonostante tutto, ancora oggi si nega”.
Norma Cossetto, 23 anni, studentessa universitaria, era una giovane istriana gettata nelle foibe dopo essere stata violentata da uomini dell’esercito jugoslavo.
“Sappiamo tutti quello che è stato e quello che è stato subito dai cittadini italiani – ha sottolineato De Carolis –. Un’iniziativa, quella di domenica prossima, cui siamo vicini e alla quale, come amministrazione, parteciperemo“.
Le vittime viterbesi delle foibe sono ad oggi 15. Cinque erano della guardia di finanza, 5 dei carabinieri, 3 della polizia, un militare dell’esercito e un civile della prefettura.
“È importante evidenziare – ha commentato Delle Monache – come le comunità debbano coltivare una cultura della pace e della tolleranza anche attraverso un’onesta ricostruzione storica del nostro passato. I crimini di guerra vanno condannati. Questa iniziativa ci dà l’opportunità di ricordare il nostro passato senza distinzioni politiche“.
L’iniziativa organizzata dal comitato 10 febbraio focalizzerà quest’anno la propria attenzione su un martire in particolare. Fulvio Pulcinelli di Fabrica di Roma, poliziotto.
“Pulcinelli – ha raccontato Olmi – è stato ucciso a 20 anni. Dopo la cattura, assieme a molti suoi colleghi, con ogni probabilità è stato fucilato dai partigiani jugoslavi in una data compresa trail 19 e il 24 settembre 1943,davanti al muro del cimitero di Spalato”.
Daniele Camilli



