Viterbo – “La lampada del passato serve a illuminare il futuro. Il sacrificio delle vittime civili è un ricordo che deve restare sempre vivo nellanostra mente”.
Il presidente provinciale associazione vittime di guerra, Alessandro Pacella questa mattina ha inaugurato il monumento che la città di Viterbo ha dedicato alle vittime civili dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. A piazza dei Caduti, all’imbocco delle vie Marconi e Cairoli.
Assieme a Pacella, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, gli assessori Marco De Carolis, Laura Allegrini e Antonella Sberna, il senatore Umberto Fusco, Antonio Bisegna, presidente regionale associazione vittime di guerra, la classe V a/e del liceo economico sociale Santa Rosa con la professoressa Rosa Maria Turchetti, la consigliera provinciale Lina Delle Monache e il vescovo Lino Fumagalli.
In piazza anche le forze di polizia, le forze armate e le associazioni combattentistiche. Con loro il presidente provinciale dell’Anpi, Enrico Mezzetti.
“Il monumento che abbiamo inaugurato – ha detto Pacella – rappresenta un ricordo che deve rimanere sempre vivo nella nostra mente. Per le guerre che sono in tutto il mondo. I lutti sono ferite che non si rimarginano e non ci sono medaglie che riescono ad alleviare il dolore. Con il dialogo si può ottenere la pace. Con gli armamenti soltanto la guerra e la guerra è sempre funesta”.
“Oggi – ha commentato Delle Monache – consegnamo questo monumento ai viterbesi. Simbolo e memoria del contributo che hanno dato alla libertà dell’Italia. E alla lotta contro le guerre”.
La città di Viterbo venne duramente bombardata dagli alleati nel 1944. Oltre mille le vittime. Con Viterbo medaglia d’argento al valore civile per il sacrificio sopportato.
“Un monumento importante – ha spiegato Arena – per lasciare un segno indelebile di ciò che è stato e che non deve in alcun modo essere dimenticato”.
Il testo riportato sul monumento. “Viterbo affida a memoria perenne il sacrificio delle vittime civili di guerra innocenti perché da esso sorga e si affermi una decisa volontà di pace”.
“Ci sono voluti 11 anni per poterlo realizzare – ha concluso Bisegna -. Un messaggio alle nuove generazioni che un domani prenderanno il comando. Mi raccomando non esaltate mai le guerre, ma date risalto soltanto alla pace”.
Daniele Camilli



