Firenze – Sono costate care a Piero Pelù le frasi contro Matteo Renzi pronunciate nel 2014, durante il concerto del Primo maggio. Per ottenere il ritiro della querela ai suoi danni, il rocker ha risarcito il leader di Italia viva con 20mila euro.
Sul palco di Roma, Pelù aveva definito Renzi “il non eletto boy scout di Licio Gelli”. Ora, secondo quanto riportato dal Corriere della sera, l’ex leader dei Litfiba avrebbe trovato un accordo per ritirare la querela, partita nel 2019.
L’accordo sarebbe maturato poco prima dell’inizio del festival di Sanremo, in cui Pelù era in gara per la prima volta nella sua carriera.
Nella sua invettiva contro l’allora premier e segretario del Pd, Pelù aveva detto anche: “in Italia c’è un grande nemico ed è un nemico interno, è la corruzione, la disoccupazione, il voto di scambio, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra. La nostra è una guerra interna, il nemico è dentro di noi, forse siamo noi stessi. Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro”.
