Viterbo – (sil.co.) – “Salvini come il duce”, per l’ex ministro si tratta di diffamazione. Il leader della Lega Nord, tramite i suoi legali, è tornato a chiedere il processo per un articolo pubblicato a Santa Rosa 2015, per la precisione il 3 settembre, quando Salvini fu ospite del Comune in occasione del Trasporto.
Si è tenuta davanti al gip Rita Cialoni, che al termine dell’udienza si è riservata, la discussione dell’opposizione alla richiesta di archiviazione della denuncia per diffamazione di Matteo Salvini contro attivista Lgbt Emanuela Dei. Il “capitano” in aula non c’era, ma c’era per lui la storica avvocatessa leghista Claudia Eccher, del foro di Trento.
Per Emanuela Dei ha parlato l’avvocato Carlo Mezzetti, del foro di Viterbo. “Ho ribadito al giudice Cialoni che stiamo parlando di critica politica, un contesto in cui non c’è il requisito della verità, ma c’è un punto di vista, Riguardo invece alla continenza, la politica ha un suo linguaggio nell’ambito del quale la critica è mediamente più elevata, specie se si parla di un personaggio nazionale”, spiega il legale.
“Matteo Salvini, oltretutto, è uno che ha fatto dell’asprezza verbale e del non politicamente corretto un suo cavallo di battaglia, Non puoi essere uno che chiama ‘zecca’ la capitana di una nave e che minaccia di entrare con le ruspe nei campi rom e poi offenderti per un paragone tra Salvini e il fascismo, impegnando magistrato e procura per cinque anni e spendendo soldi pubblici”, la conclusione del legale.
Il 3 settembre 2015, in occasione della visita del leader della Lega a Viterbo per il trasporto della macchina di santa Rosa, Dei in un articolo scriveva: “Lui va contro tutti, è contro tutti e le soluzioni per risolvere i problemi italiani sono sempre le stesse. Il suo motto è essere drastici e non vedere la via di mezzo. O si butta giù tutto con una ruspa o si bombarda, altra soluzione non c’è. Lui non è capace di uno sforzo concettuale, non riesce a pensare a un dialogo costruttivo o una mediazione delle parti. Salvini annienta, esplode, rimanda a casa tutti, accende le micce”.
E ancora: “Salvini, furbamente, fa eco a tempi andati dove poco si comunicava e discuteva perché eravamo in dittatura. Si stava in silenzio e si seguiva il Duce solo perché altro non c’era. Il Duce, i suoi avversari, li aveva fatti fuori, poco dopo essere salito al potere. Salvini si impone a modello totalitario e vuole che la democrazia non esista”.
Dopo la pubblicazione dell’articolo, Salvini, che allora era segretario federale e legale rappresentate della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, ha denunciato Emanuela Dei. Per diffamazione, per aver “offeso la reputazione di Matteo Salvini”. Terminate le indagini, il pm Fabrizio Tucci ha avanzato richiesta di archiviazione.
Adesso non resta che aspettare la decisione del giudice per le indagini preliminari.


