Viterbo – (sil.co.) – Taglia la strada a un’altra macchina al semaforo di Porta Romana, finisce a processo per guida in stato di ebbrezza col rischio, in caso di condanna, di vedersi anche confiscare la Mercedes a lei intestata e posta sotto sequestro.
Imputata una viterbese che verso le 19 del 17 febbraio 2018 si è fermata al rosso nella corsia di sinistra dell’incrocio all’altezza del Paolo Savi, dove sarebbe potuta andare solo a sinistra, verso Santa Maria in Gradi, o dritta, verso viale Armando Diaz.
Invece, al verde, l’automobilista ha fatto per svoltare a destra, dove c’è la corsia da cui si può andare dritti, verso le Fortezze oppure entrare dentro Porta Romana. Peccato che la corsia fosse già impegnata da una Citroen C3, con la quale la Mercedes è entrata in collisione.
Sul posto è intervenuta la pattuglia infortunistica della polizia municipale di via Monte Cervino, una cui ispettrice ieri ha spiegato in aula al giudice Gaetano mautone la dinamica dell’incidente e il seguito amaro per la conducente.
“La signora era arrabbiata per i danni alla sua macchina, ma si vedeva che era in stato di alterazione psico-fisica e aveva anche l’alito vinoso. Per cui le abbiamo fatto il precursore, venuto positivo, poi l’abbiamo condotta presso il comando della stradale di via Palmanova per fare l’etilometro, dicendole che poteva chiamare un avvocato. Lei ha detto di sì, quindi ho passato il numero al comando, ma non si è visto. Nel frattempo erano passate le otto di sera. Il primo test ha misurato un tasso alcolemico di 1,77 e il secondo di 1,72. Per cui abbiamo proceduto per guida in stato di ebbrezza e provveduto al sequestro amministrativo della vettura, intestata alla conducente”, ha spiegato l’ispettrice della municipale.
La testimone, però, non ha potuto confermare che l’avvocato dell’imputata sia stato effettivamente contattato, prima di sottoporre l’automobilista sospettata di avere alzato il gomito all’etilometro. “La prassi è che alla centrale provveda la centrale, cui è stato sicuramente girato il numero. Ma non posso dire, non essendo presente, se la chiamata sia stata fatta o no. So solo che l’avvocato non è venuto ad assistere la donna durante l’etilometro”, ha concluso la testimone.
Il processo è stato rinviato al 9 ottobre per la discussione, dal momento che l’avvocato era assente anche ieri, per un legittimo impedimento. Sarà interessante sentire la discussione.
