Ronciglione – Un anno fa esatto moriva Maria Sestina Arcuri. Nel frattempo minacce di morte sarebbero giunte all’avvocato Giacomo Marini, difensore del fidanzato Andrea Landolfi accusato di omicidio, il quale martedì ha sporto denuncia contro ignoti. “Vieni a Macchiatonda e vediamo chi crepa”, gli avrebbero scritto.
La parrucchiera 26enne originaria di Nocara, in provincia di Cosenza, è deceduta dopo due giorni di agonia il 6 febbraio 2019 all’ospedale di Belcolle, dove era giunta in coma la mattina del 4 febbraio.
Immediata l’apertura di un fascicolo per omicidio. Il giorno successivo, il 7 febbraio di un anno fa, il primo accesso della scientifica sul luogo del presunto delitto, la casa di Ronciglione della nonna del fidanzato.
Verso le due della notte tra il 3 e il 4 febbraio era precipitata dalle scale della casa della nonna del fidanzato, in via Papirio Serangeli, dove la coppia stava trascorrendo il weekend con l’anziana e il figlio di 5 anni di Andrea Landolfi.
Immediato il sospetto da parte della procura che non si fosse trattato di un incidente, come raccontato dal trentenne, indagato fin dalla prim’ora per omicidio volontario. Andrea Landolfi, è stato poi arrestato lo scorso 25 settembre, dopo un lungo braccio di ferro tra il pm Franco Pacifici e la difesa, ed è attualmente sotto processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo, presieduta dal giudice Gaetano Mautone.
E’ accusato anche di omissione di soccorso per avere chiamato i soccorsi solo dopo quattro ore quando, in base all’autopsia, le condizioni della vittima, dovevano essere apparse gravissime fin da subito. Per l’accusa, avrebbe gettato deliberatamente la vittima dalle scale in seguito a una lite per motivi di gelosia, iniziata poco prima al pub dove avevano trascorso la serata di domenica col figlioletto di lui.
Il processo, iniziato il 9 dicembre, non ha ancora superato il primo scoglio, quello dell’ammissione delle prove. Lo scorso 30 gennaio l’udienza è stata rinviata al 5 marzo per la mancata citazione tra le parti offese della nonna Mirella Iezzi, che sarebbe stata aggredita e picchiata dal nipote accusato per questo motivo anche di lesioni aggravate.
Minacce di morte all’avvocato di Landolfi
Martedì pomeriggio il difensore di Andrea Landolfi, avvocato Giacomo Marini, ha presentato una denuncia per minacce presso la stazione dei carabinieri di Terni. Qualche settimana fa avrebbe ricevuto dei messaggi di morte inviati al suo numero di cellulare.
In uno dei messaggi, in particolare, si legge tra le altre cose: “Alle tre di notte vieni a Macchiatonda e vediamo chi crepa”.
“Non si tratta dell’unico messaggio. Prima ne era arrivato un altro dello stesso tenore – spiega il legale – da un numero visibile, ma che non conosco. Un numero che ho provato a chiamare diverse volte, ma che risulta sempre spento, come ho detto anche ai carabinieri. Ci sono degli insulti, allusioni alla mia professione di avvocato, altre cose che al momento preferisco non riferire. E poi quel ‘vediamo chi crepa’ che mi ha convinto a sporgere denuncia”.
Riguardo a un eventuale collegamento con il caso Landolfi e al possibile mittente, il legale dice di non avere sospetti. “Non so se possa avere a che fare con il mio mandato di difensore di Landolfi. Il tenore dei messaggi lascia intendere che sono stati mandati da persone che potrebbero abitare nella zona, in quanto si fa riferimento a dei luoghi precisi dove queste persone, di notte, mi vorrebbero incontrare per uccidermi”, sottolinea.
“Macchiatonda è il nome di una spiaggia di Capalbio, ma è anche una riserva naturale sul litorale laziale, la riserva naturale di Macchiatonda, tra Santa Severa e i monti della Tolfa. Non so a quali dei due si faccia riferimento, conosco entrambe le località, ma come tutti coloro che vivono nella zona”, conclude Marini, rivelando un altro particolare.
Uno dei messaggi minatori si chiude con un epiteto molto particolare: “Tremone”. E “tremone” è un termine dialettale tipico della Puglia, per la precisione barese, usato per dare dello stupido a qualcuno. Al di là del significato, a colpire è l’origine geograficamente lontana del termine, usato da chi invece dimostra di conoscere bene questo territorio.
Silvana Cortignani


