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“Viterbo in fiore”, è corsa contro il tempo

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Viterbo - Enrico Contardo

Viterbo – Enrico Contardo

San Pellegrino in fiore senza fiori

San Pellegrino in fiore senza fiori

Viterbo – Corsa contro il tempo in comune per “Viterbo in fiore”. Dopo la deludente ultima edizione e le non esaltanti precedenti, San Pellegrino in Fiore va in soffitta. Gli organizzatori hanno rinunciato, 33 edizioni possono bastare.

Così a palazzo dei Priori si sono trovati a dover mettere in piedi la tradizionale manifestazione di fine aprile quasi da un giorno all’altro. Far sbocciare qualcosa di nuovo o quasi non sarà impresa facile.

Si chiamerà Viterbo in fiore, come avvenne otto anni fa con Giulio Marini sindaco ed Enrico Maria Contardo assessore alla Cultura, quando ci fu il tentativo di rilanciare l’appuntamento, riprendendone la gestione. “Lo abbiamo registrato – ricorda Contardo – lo utilizzeremo”.

Ma i tempi sono stretti. L’altro giorno, il sindaco Giovanni Arena e il suo vice Contardo, insieme all’assessore alla Cultura Marco De Carolis e la collega Ludovica Salcini (Agricoltura) hanno incontrato camera di commercio, provincia, Fondazione Carivit, Confartigianato, Coldiretti, Unitus e altre realtà, per mettere in piedi un’edizione che sia la più fiorita possibile.

La prossima settimana è in programma un altro incontro. Quello decisivo, con appena due mesi e mezzo di tempo dal taglio del nastro, evitando il taglio dell’appuntamento.

Ecco perché sono stati chiamati soggetti che a vario titolo nel tempo hanno collaborato al fu San Pellegrino in Fiore. “Abbiamo vagliato la disponibilità di tutti – spiega il vice sindaco Contardo – a collaborare.

Otto anni fa mi sono trovato a gestire l’unica edizione di Viterbo in fiore e ho fatto presente le difficoltà che s’incontrano non avendo sufficiente tempo a disposizione”. È stato chiamato anche l’ordine degli architetti. Si pensa anche a un direttore artistico, potrebbero essere loro a esprimerlo. Hanno i titoli.

“L’idea è di predisporre un tema unico – precisa Contardo – un filo conduttore di richiamo nelle diverse installazioni”. Non la sola novità.

“Vorremmo spostare la parte del mercato in aree limitrofe, via Cardinal La Fontaine, via San Lorenzo e non tutto all’interno. Piuttosto lungo le vie d’accesso”.

Una delle critiche più pesanti al San Pellegrino in Fiore degli ultimi anni è stata proprio quella di essere diventato un enorme spazio espositivo per la vendita di piante, a tutto discapito delle installazioni artistiche che hanno reso celebre l’iniziativa negli anni d’oro.

Palazzo dei Priori può investire, ma in questo caso il tempo è denaro e in comune del primo ne hanno veramente poco. Le gare richiedono mesi.

“Se ogni realtà si potesse prendere cura di una piazza – ipotizza Contardo – l’amministrazione in qualche modo potrebbe contribuire e occuparsi degli aspetti generali, a cominciare dal piano sicurezza o dell’allestimento a piazza San Lorenzo, che è la più grande”. Oltre a essere la più importante e la più mortificata dalle ultime edizioni.

“All’iniziativa classica – anticipa Contardo – vorremmo affiancarne anche altre, come percorsi per visitare i florovivaisti limitrofi alla città, o percorsi culturali, sulla scia del lavoro iniziato otto anni fa”. Tempo permettendo.

“Certo, due mesi e mezzo non sono molti. L’assessore De Carolis, avendo un anno davanti a se per il futuro potrà programmare in modo adeguato anche le risorse da investire. Si potrebbero utilizzare anche risorse provenienti dall’imposta di soggiorno”.

Intanto si guarda alla prossima settimana, quando si capirà se Viterbo in fiore potrà davvero sbocciare.


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