Viterbo – “Siamo l’università pubblica italiana col più alto livello di soddisfazione dei laureati e al primo posto come ascensore sociale, cioè per numero di studenti laureati con genitori non laureati. Viterbo è la città ideale per chi vuole studiare”. Il rettore dell’Unitus Stefano Ubertini apre l’anno accademico presentando dati e risultati dell’ateneo, davanti a una platea foltissima di autorità e all’ospite d’onore Amalia Ercoli Finzi.
“L’università della Tuscia è una delle più qualificate e rilevanti – dice Ubertini -. Dei nostri 6 dipartimenti, 4 sono stati inseriti nei 160 dipartimenti d’eccellenza in Italia e 3 hanno ricevuto finanziamenti ministeriali. Quest’anno abbiamo registrato un aumento del +4% d’iscritti al primo anno e +12% d’iscritti alle lauree magistrali”.
40 corsi di studio nei poli di didattici di Viterbo, Civitavecchia e Rieti, per un totale di “700 insegnamenti e oltre 40mila ore di didattica frontale, con 320 docenti, 100 unità di personale tecnico-amministrativo e 400 dottorandi e ricercatori al servizio dei nostri 9mila studenti”. Ecco i numeri dell’Unitus snocciolati dal rettore, che poi commenta: “Viterbo è la città ideale per studiare”.
Ubertini concentra il suo discorso anche sull’intero sistema universitario italiano, definito “uno dei più efficienti del mondo”, nonostante una forte “carenza d’investimenti” e continui stravolgimenti dettati da “riforme introdotte purché sia”. “Spendiamo 350 miliardi di euro in pensioni, ma leggiamo a volte che spendere 7 miliardi in università è troppo – è la critica del rettore -. L’unica ricetta per avere più sviluppo in Italia è aumentare gli investimenti nella formazione, la ricerca, la scuola e l’università”.
In prima fila, ad ascoltare le parole di Ubertini, tanti rappresentanti istituzionali, militari e del tessuto imprenditoriale. Tra loro il vicepresidente della Corte costituzionale Aldo Carosi, il senatore Francesco Battistoni e l’assessore regionale all’Università Claudio Di Berardino. Subito dietro un’altra lunga fila di personalità del mondo accademico, giunte da varie università d’Italia.
Tutti stregati dalle parole di Amalia Ercoli Finzi, l’83enne ingegnere aerospaziale e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, che incanta la platea con la lectio magistralis “Nello spazio senza confini”.
Un excursus sulla storia della conquista dello spazio, con elementi scientifici uniti ad aneddoti e battute sui grandi dello spazio. Ercoli Finzi racconta dello Sputnik e della cagnolina Laika, “cane e donna, quindi più intelligente di molti astronauti uomini”, fino alla pipì prima del decollo di Yuri Gagarin, “un rituale che hanno ereditato tutti gli altri astronauti”.
Prima di Ubertini ed Ercoli Finzi, l’apertura della cerimonia è affidata al rappresentante degli studenti in senato accademico Vincenzo Eugenio Pandolfi e alla rappresentante del personale amministrativo Monica Fonck.
Alessandro Castellani


