Viterbo – Sarà Viterbo in fiore. Dal 30 aprile al 3 maggio.
Il comune “eredita” quello che fu il San Pellegrino in Fiore. Un lascito inatteso, seppure nell’aria vista la a dir poco deludente edizione 2019.
Gli organizzatori hanno alzato bandiera bianca e per palazzo dei Priori, una difficoltà si è trasformata nell’occasione di ridare smalto a un evento che ormai da troppo tempo stava appassendo.
La giunta ha deliberato l’altro giorno. “L’amministrazione – spiega l’assessore alla Cultura Marco De Carolis – prende in carico l’iniziativa insieme ad altri enti, dalla camera di commercio all’università, la provincia, associazioni di categoria”.
Ognuno farà la sua parte, anzi la sua piazza, a cominciare dal comune. Quasi certamente allestirà piazza San Lorenzo. “E probabilmente anche altre – continua De Carolis – adesso abbiamo deliberato e a breve faremo partire anche la promozione”.
Al momento sono stati stanziati 30mila euro, altri fondi sono previsti dalla regione. Non saranno i soli. Per far fiorire la manifestazione che ogni anno si snoda lungo il quartiere San Pellegrino occorrerà investire. E che si sia passati da San Pellegrino a Viterbo in Fiore, lascia presupporre che l’iniziativa possa allargarsi.
È una sorta di anno zero, dopo il tentativo che fece otto anni fa l’allora assessore alla Cultura Enrico Maria Contardo.
“Ci siamo trovati a fine gennaio – ricorda De Carolis – con l’ente organizzatore che ha rinunciato e da quel momento, insieme al sindaco Arena e alla giunta ci siamo iniziati a muovere”.
Se sarà un’amministrazione col pollice verde non passerà molto tempo per capirlo.
Giuseppe Ferlicca
– “Viterbo in fiore”, è corsa contro il tempo

