Viterbo – (r.s.) – È il padre dell’ematologa di Belcolle il sedicesimo caso di Covid-19 nella Tuscia. L’uomo era già in quarantena, da quando la figlia ha scoperto di aver contratto il virus ed è stata ricoverata all’ospedale di Viterbo. A Belcolle c’è anche il 70enne di Montefiascone: è in terapia intensiva dopo essersi sentito male a casa della figlia a San Lorenzo Nuovo. Ha la respirazione assistita, ovvero non respira da solo. È in rianimazione a Belcolle da martedì, dopo essere stato inizialmente ricoverato all’ospedale di Acquapendente. E proprio ad Acquapendente ci sarebbe un caso sospetto da Coronavirus, ma si attendono conferme dalle autorità sanitarie.
Dei sedici contagiati nella Tuscia, cinque sono ricoverati. A Belcolle, oltre all’ematologa e al 70enne, c’è anche l’allenatore viterbese di una squadra di basket di Montalto di Castro. Mentre allo Spallanzani di Roma si trovano la studentessa georgiana di ventitré anni e il docente d’agraria dell’Unitus. Gli altri sono in isolamento domiciliare fiduciario. Tra questi un’infermiera di Belcolle e il medico di malattie infettive fratello del professore universitario, le mogli di questi ultimi e un carabiniere di Civitavecchia in quarantena a Oriolo Romano. Stando all’ultimo dato della regione Lazio, nel Viterbese sono uscite dalla sorveglianza domiciliare 56 persone.
Da oggi all’ospedale di Viterbo i posti letto per la terapia intensiva Covid-19 saranno sei: ai due già in funzione, se ne aggiungeranno altri quattro. “Le sei postazioni – spiega la Asl – saranno dotate di una centrale che consentirà agli operatori sanitari di monitorare agevolmente le condizioni cliniche dei pazienti. Le nuove postazioni saranno equipaggiate delle tecnologie di ultima generazione necessarie per il trattamento della patologia: respiratore polmonare, sistema di monitoraggio del paziente e dispositivi per la terapia infusionale”.
Un intero blocco di Belcolle (il D) sarà inoltre riservato esclusivamente ai pazienti di malattie infettive. Ci saranno, come rivelato dalla Asl, “venticinque ulteriori posti letto e percorsi assistenziali riservati e protetti”. Ciò provocherà il temporaneo trasferimento, già in corso, dei reparti di oncologia e di ematologia nei piani 8 e 9 dei blocchi B e C dell’ospedale di Viterbo e del servizio psichiatrico di diagnosi e cura a Montefiascone. Tutto questo perché “Belcolle – puntualizza la Asl – è stato individuato come l’ospedale di riferimento nella Tuscia per la presa in carico dei pazienti Covid-19, con il supporto determinante degli ospedali di Civita Castellana, Tarquinia e di Acquapendente, nonché delle strutture periferiche”. Inoltre “l’ospedale di Tarquinia – continua la Asl – negli ultimi giorni ha messo a disposizione l’utilizzo di 60 posti letto per i pazienti provenienti da Belcolle, compatibilmente con l’intensità di cure che la struttura può garantire, al fine di liberare posti letto nel presidio viterbese laddove fosse necessario”.
E anche a Tarquinia da ieri, all’esterno dell’ospedale, c’è una tenda pretriage che serve da filtro in caso di eventuali persone con sintomi riconducibili a quelli del Covid-19. È stata messa in piedi, su richiesta della protezione civile della regione Lazio, dai volontari Aeopc di Tarquinia e del gruppo comunale di Allumiere. “Le attività di montaggio della tenda – fa sapere l’Aeopc di Tarquinia – sono state dirette dal presidente Alessandro Sacripanti in collaborazione con Alfonso Superchi di Allumiere e il direttore sanitario Antonio Pellicciotti. Durante il montaggio è intervenuto anche il sindaco Alessandro Giulivi che sta seguendo tutte le fasi di tutela pubblica per questa particolare emergenza, anche attraverso il centro operativo comunale”.


