Viterbo – “Anche New York si ferma, come accaduto le settimane precedenti in Italia”. Direttamente dagli Stati Uniti, dove si trova in questo periodo per lavoro, Michele Telari racconta la situazione e l’atmosfera che si vivono in queste ore d’emergenza Coronavirus, anche nella Grande Mela. L’artista viterbese ha scelto come simbolo, fotografandola, un’opera particolare che si trova a New York, la statua Fearless Girl.
Che situazione vede in queste ore in cui gli Usa sembrano prendere coscienza pienamente della situazione?
“Abbiamo avvertito la presa di coscienza da parte degli americani lo scorso sabato pomeriggio, quando abbiamo assistito a un primo accenno di assalto ai supermercati, persone che facevano scorte di ogni bene, compresi rotoli di carta igienica. Ci sono i primi segni di arresto con la chiusura delle scuole, di tutti gli Apple Store, degli spettacoli di Broadway, di molteplici negozi e centri aggregativi. Una situazione che ricorda da molto vicino le precedenti settimane in Italia e che verosimilmente si ripeterà anche negli Stati Uniti.
L’Italia e gli italiani come sono visti? C’è diffidenza?
“L’Italia è sotto gli occhi di tutti e la situazione attuale viene descritta in modo piuttosto accurato. L’emergenza viene percepita per quello che è. Di italiani a New York ne avremo incrociati tre in cinque giorni. Il turismo chiaramente è crollato, così come accade da noi e un po’ ovunque. Più che diffidenza nei nostri confronti, comincia a manifestarsi una maggiore consapevolezza nei confronti del virus”.
Ha notato qualcosa di particolare nei comportamenti?
“L’atteggiamento degli americani mi ricorda molto da vicino il nostro, prima che scattasse ufficialmente l’emergenza. Un cambio di comportamento dovuto alle ultime notizie e ai consigli pratici da parte dei media. Sempre negli ultimi due giorni abbiamo cominciato a vedere le prime persone con le mascherine. Prima di allora gli unici in città a indossarle eravamo noi e, prevalentemente, stranieri o cittadini asiatici. Ieri abbiamo assistito alla chiusura degli Apple Store, con tanto di sanificazione interna in diretta, ai primi annunci di emergenza nelle metropolitane, all’installazione dei primi dispenser per igienizzare le mani in luoghi pubblici e ristoranti”.
C’è preoccupazione tra le persone che frequenta?
“Il cambiamento è stato drastico dall’oggi al domani. Fa specie quando a domanda “da dove venite” rispondiamo “dall’Italia”. L’espressione è tra il sorpreso e il preoccupato, nonostante ci trattino tutti con rispetto e professionalità. Le parole di sostegno, sia verso di noi che per il nostro paese, non mancano mai. Alcuni appuntamenti di lavoro sono saltati e abbiamo dovuto rivedere il programma per i prossimi giorni. Avrò tempo libero extra che sfrutterò per scattare foto da utilizzare per i miei nuovi dipinti.
Una foto che ha scattato è alla statua di bronzo, Fearless Girl con la mascherina. Un segno di speranza?
“Fearless Girl – racconta Telari – l’impavida bambina di bronzo di Kristen Visbal che dal marzo 2017 affronta con coraggio il celebre Toro di Wall Street di Arturo di Modica, in seguito trasferita proprio di fronte al palazzo della Borsa di New York, continua a monitorare con occhio di sfida il crollo del mercato azionario mondiale causato dal Covid-19. Con il giusto atteggiamento e le precauzioni del caso, come l’Italia, anche l’America si rialzerà e “Fearless Girl” potrà finalmente togliersi la mascherina. #andràtuttobene”.
Come vede l’Italia da così distante?
“Ricevo quotidianamente notizie e video da amici e familiari, ma non vivendo la situazione in prima persona, faccio onestamente un po’ fatica a comprendere le reali sensazioni che state provando. Sorprende ascoltare l’altoparlante che diffonde la voce del sindaco, così come leggere bollettini da guerra aggiornati ogni ora”.
Quanto si fermerà? Ci sono difficoltà per il rientro?
“Il volo è previsto per oggi 18 marzo con rientro in Italia il 19 e, al momento, risulta ancora in programma. Siamo stati rassicurati dall’ambasciata italiana a Washington, ma anche da membri dell’equipaggio Norwegian Air che soggiorna nel nostro stesso albergo. Tanta fatica ad interfacciarsi con Alitalia, invece, a causa delle innumerevoli chiamate che ricevono ogni giorno. Tempi di attesa infiniti e scarsità di notizie dalla compagnia aerea. Ma il blocco voluto dal presidente Trump per contenere la pandemia non risulta essere sui voli, bensì sui passeggeri statunitensi. Chi vuole tornare al proprio paese, a oggi, non dovrebbe incorrere in particolari problemi”.
Giuseppe Ferlicca

