Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, prima udienza nel carcere di Mammagialla per il processo col rito ordinario al parrucchiere trentenne Manuel Pecci, all’artigiano 51enne Emanuele Erasmi e al romeno 36enne Ionel Pavel.
Sono accusati di essere concorrenti in alcuni delitti fine nell’ambito della presunta associazione a delinquere di stampo mafioso sgominata nel blitz dell’operazione Erostrato del 25 gennaio 2019.
In tredici finirono in manette, tutti componenti di una banda criminale italo-albanese, secondo l’accusa una vera e propria organizzazione, ai cui vertici sarebbero stati i presunti bosso Giuseppe Trovato e Ismail Rbeshi.
Impossibile che l’udienza in programma oggi si svolga in tribunale, in quanto Pavel è detenuto in regime di alta sorveglianza presso il carcere di Torino e pertanto, a meno che l’imputato non rinunci a partecipare all’ammissione delle prove, dovrà essergli consentito di presenziare in videoconferenza, ma il palazzo di giustizia di Viterbo non è attrezzato all’occorrenza.
Ergo, come giù successo più volte, ad esempio nel caso in cui ad essere imputato sia un detenuto in regine di 41 bis, l’unica soluzione è il trasferimento del tribunale in carcere, attrezzato per i collegamenti.
Salvo imprevisti, sarà dunque il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone a spostarsi presso la casa circondariale in strada Mammagialla, sulla Teverina. assieme al pubblico ministero, ai difensori Michele Ranucci, Giuliano Migliorati, Fausto Barili e Carlo Taormina, nonché agli imputati Erasmi e Pecci, nel frattempo rimessi in libertà al momento del rinvio a giudizio, dopo un anno di arresti domiciliari col braccialetto.


