Ronciglione – “Sono innocente. E’ risuonata per la prima volta nell’aula 7 del tribunale di Viterbo la voce di Andrea, il presunto assassino di Sestina.
Si è aperta con le spontanee dichiarazioni di Andrea Landolfi l’udienza di ammissione prove del processo per omicidio al pugile e operatore sociosanitario trentenne romano accusato di avere ucciso, gettandola dalle scale di casa della nonna durante una lite, la fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri.
Un’udienza fiume, all’insegna delle eccezioni preliminari della difesa, proseguita con il colpo di scena della costituzione di parte civile di nonna Mirella e che si è chiusa con la richiesta di revoca del carcere e arresti domiciliari in comunità per l’imputato.
La corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone, a latere Roberto Colonnello, si è riservata di decidere una volta che il difensore Giacomo Marini avrà individuato un centro di recupero.
“Stiamo aspettando l’esito della perizia di parte affidata alla nota psicologa Annamaria Casale per valutare la collocazione più idonea”, ha detto il legale, sottolineando la presunzione di innocenza, l’incensuratezza e la volontà dell’imputato di liberarsi definitivamente dai problemi di droga e alcolismo. Negativo il parere del pm Franco Pacifici, per il quale è bene che Landolfi resti a Regina Coeli, dove è finito recluso dal 25 settembre 2019, a distanza di quasi otto mesi dalla tragica notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.
In aula l’audio della richiesta di soccorsi al 118
Poco prima Pacifici aveva chiesto di ascoltare in aula – subito, già ieri – l’audio della telefonata fatta da Landolfi al 118 alle sei di mattina di lunedì 4 febbraio, circa quattro ore dopo che Sestina era precipitata dalle scale. Si è opposta la difesa.
Il pm, chiedendo per tutte la trascrizione, ha inoltre anticipato di voler sentire in aula anche alcune delle intercettazioni telefoniche e ambientali, tra cui una conversazione di Landolfi con la nonna.
Via dalla lista testi il campione di pugilato Nino Benvenuti
Il processo entrerà nel vivo il 30 marzo, quando saranno sentiti i primi 13 testi dei 49 su 76 ammessi della lista del pm Pacifici dopo la scrematura da parte della corte d’assise, che ha invece escluso alcuni dei pezzi da novanta della lista della difesa, tra i quali il campione di pugilato Nino Benvenuti e il presidente del Coni Giovanni Malagò, ammettendo però tutti i consulenti che dovranno riferire su autopsia, cinetica, balistica e via dicendo.
Fissate le prossime sei udienze del processo
Non è dato sapere se nonna Mirella sarà ascoltata già il 30 marzo. Intanto la corte d’assise ha calendarizzato le prime sei udienze del processo. Oltre al 30 anche il 31 marzo, poi si torna in aula il 27 aprile, l’11 maggio, il 25 e il 29 giugno.
A ritmi e orari serrati. Il presidente ha avvisato che, per sveltire i tempi data la mole di testimoni e consulenti, si comincerà alle 10 del mattino e si andrà avanti fino alle cinque del pomeriggio.
“Autopsia incompleta, mancano gli organi donati”
Nessuna delle eccezioni preliminari della difesa è stata accolta. Oltre a quella scontata sulla presunta irregolarità dell’interrogatorio non nella forma dell’incidente probatorio del figlioletto di Landolfi, l’avvocato Marini ne ha presentata una relativa all’autopsia sulla vittima, i cui organi sono stati donati.
“Un gesto di grande generosità da parte della famiglia, ma gli organi espiantati erano decisivi per stabilire non solo se sia caduta o sia stata lanciata, ma anche, ad esempio, se per assurdo possano esserci state responsabilità da parte di qualche medico. Si è trattato di un’autopsia incompleta, un peccato originale che produce una nullità relativa dell’esame”, ha detto il legale. “Gli organi lesi nella caduta c’erano, ovvero i polmoni e il cranio, il che è causa della morte, gli altri erano per forza sani”, ha replicato Pacifici.
La difesa, che ha effettuato una serie di perizie di parte da confrontare con quelle dei consulenti dell’accusa, ha anticipato alla corte d’assise la richiesta di disporne a sua volta altrettante super partes.
“Figlio sentito senza dirlo al padre”
Al di là che la versione del figlio di 5 anni di Landolfi avrebbe dovuto essere cristallizzata nella modalità dell’incidente probatorio, la difesa stigmatizza: “Il mancato avviso dell’audizione del piccolo al padre del minore, esercente la potestà genitoriale assieme alla madre”.
“Il bimbo – ha spiegato Marini – è stato sentito la mattina. La potestà a Landolfi è stata tolta nel pomeriggio, ad atto effettuato. C’è nullità assoluta”.
Dubbi sull’attendibilità del testimone al pub
E’ il giovane, citato tra i testi del pm, cui dopo la lite al pub Landolfi avrebbe detto: “Questa è l’ultima volta che vedi Sestina”.
“E’ una persona che soffre di un deficit di comprensione, sentito dal pm con l’ausilio di uno specialista, ma non di un perito idoneo e senza che la difesa potesse a sua volta valutarne l’attendibilità con un proprio consulente. Inoltre la sua versione non è stata messa a confronto con quella di Landolfi”.
Il mantra di nonna Mirella: “Sono caduti insieme”
Testimone chiave del processo, indagata per omissione di soccorso e abbandono di incapace con Landolfi, parte offesa e da ieri anche parte civile contro il nipote accusato di lesioni aggravate.
E’ Mirella Iezzi, 81 anni, la “onnipresente nonna” di Landolfi, come è stata definita dal riesame, comparsa ieri per la prima volta in tribunale col difensore Gianluca Fontana del foro di Milano assieme a tutto il resto della famiglia. Non c’erano invece i genitori e i due fratelli di Sestina, parte civile con Vincenzo Luccisano, cui prudenza ha consigliato di non affrontare un viaggio di 500 chilometri dalla provincia di Cosenza in tempi di coronavirus.
“Mio nipote è una persona buona, generosa. Lui e Sestina sono caduti insieme. Li ho visti io cadere insieme per le scale. E’ l’unica verità. Andrea è innocente. E non mi ha colpita quella notte, mi ha solo scansata con la mano perché si stava occupando lui di Sestina”, ha ribadito a margine dell’udienza.
Anche lei ha presentato una lista testi, tra cui un infermiere e un autista del 118 e una dottoressa del pronto soccorso del Sant’Anna di Ronciglione.
Silvana Cortignani




