Viterbo – (a.c.) – Una campagna informativa sulla donazione del sangue per ingannare l’attesa mentre si fa la fila all’ufficio anagrafe. È l’iniziativa approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Viterbo, su proposta di Valter Rinaldo Merli (Lega), che ha sottoscritto il protocollo d’intesa tra Anci, Avis, Fidas – Federazione italiana associazione donatori di sangue, consociazione dei gruppi donatori di sangue Fratres delle Misericordie d’Italia e Croce rossa italiana.
“Recandosi all’ufficio anagrafe, sarà possibile avere materiale informativo sull’attività dei donatori di sangue – spiega Merli, che è anche presidente del gruppo donatori in consiglio comunale – e i cittadini che ci daranno i loro dati saranno contattati poi dall’Avis. In altri comuni, quest’iniziativa ha prodotto una grossa crescita di donatori”.
La distribuzione del materiale inizierà nei prossimi giorni.
Alla presentazione dell’iniziativa anche il sindaco Giovanni Arena, l’assessora ai Servizi demografici Alessia Mancini, il presidente del consiglio comunale Stefano Evangelista, il presidente dell’Avis di Viterbo Luigi Mechelli, il presidente della Croce rossa di Viterbo Marco Sbocchia e il presidente della consulta comunale del volontariato Sergio Insogna.
“Vent’anni fa facevo parte del gruppo che formò il gruppo donatori di sangue del consiglio comunale – dice Arena -. Viterbo su questo tema è sempre in prima fila. Donare fa bene al prossimo e a sé stessi, anche perché il sangue manca sempre”.
“Sarà mia cura organizzare corsi di formazione per i dipendenti dell’anagrafe, in modo che si diano informazioni giuste e si riesca a stimolare la gente” annuncia Mancini, secondo cui “soprattutto in questi giorni ci rendiamo conto di quant’è importante la sanità”.
Mechelli ritiene che “il cittadino non dona perché non è bene informato. Nei centri Avis hanno accesso solo persone in salute e non è assolutamente vero che, dopo la donazione, si è più vulnerabili ai virus. Quindi si vada a donare con tranquillità”.
“In questo periodo – aggiunge il presidente dell’Avis – sta venendo a mancare il sangue, perché i donatori hanno paura di prendere il coronavirus. Rischiamo di dover cancellare interventi chirurgici programmati per carenza di sangue”.


