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“Per assumere operatori sanitari 600 milioni di euro, per salvare le banche 900…”

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Un medico

Un medico

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Coronavirus: Sicurezza, assunzioni e contributi economici ai lavoratori nel prossimo decreto.

Ci aspettiamo che il prossimo decreto d’urgenza del governo modifichi i precedenti e metta mano a temi fondamentali per un servizio sanitario nazionale attuale e futuro con maggiore sicurezza sul lavoro, assunzioni stabili e riconoscimenti economici per i lavoratori della sanità.

Queste le richieste dal direttivo nazionale Uls – Unione lavoratori sanità.

Condividiamo le parole del premier Conte sul dovere morale quando si tratta della sicurezza dei lavoratori. Per questo crediamo che innalzare su tutto il territorio nazionale il livello di protezione degli operatori sanitari, al netto delle misure ad interim emanate dall’Oms il 27 febbraio scorso, sia un atto prudenziale per salvaguardarli e permettere loro di contribuire in sicurezza a contrastare il contagio da Covid-19 e non diventare veicoli d’infezione negli ospedali e nei pronto soccorso.

Si proceda all’immediato scorrimento delle graduatorie concorsuali in essere per immettere personale che ha diritto di prestare servizio nel sistema sanitario nazionale, eliminando il ricorso al lavoro autonomo e a tempo determinato senza garanzie per il futuro. In questo momento arruolare medici, infermieri, oss con modalità di lavoro precario è inconcepibile ed è l’ennesimo smacco verso chi rischia la propria salute per proteggere quella del popolo italiano. Il piano straordinario di assunzioni precarie paventate dal ministro Speranza al costo di 660 milioni di euro, nelle risorse messe a disposizione, è inferiore allo stanziamento di 900 milioni per il salvataggio governativo della Banca popolare di Bari a dicembre 2019.

Il passato ha visto solo privatizzazioni, precariato, tagli ragionieristici per favorire i padroni della sanità privata che fa profitto e comprime diritti, ora è il momento di cambiare rotta. Adesso non è più tempo di sacrificare il diritto alla salute e la dignità dei Lavoratori. Centinaia di migliaia di operatori del sistema sanitario locale vogliono rispetto e attendono che si dia il giusto riconoscimento in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, di diritto a un lavoro stabile e al doveroso impiego di risorse economiche per valorizzare professionisti, non odierni eroi, che anche in tempi di non emergenza hanno sempre preservato nel quotidiano un bene di tutti, presente nell’articolo 32 della Costituzione.

Il direttivo nazionale Uls


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