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“Abbiamo bisogno di supporto economico per fronteggiare al meglio l’emergenza”

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Marco Sbocchia

Marco Sbocchia

Croce Rossa - Un'ambulanza

Croce Rossa – Un’ambulanza

Viterbo – “Mi rivolgo a tutti i cittadini e al mondo economico della Tuscia in particolare. Abbiamo bisogno di supporto per fronteggiare al meglio l’emergenza, per contrastare il Coronavirus in modo ancor più efficiente. Supporto economico e supporto come generi alimentari da distribuire a chi ne ha bisogno”. Appello di Marco Sbocchia, 26 anni, presidente del comitato viterbese della Croce Rossa italiana impegnato in questi giorni sul campo contro la diffusione del Covid-19 con circa 250 volontari su tutto il territorio della Tuscia, di cui 35 nel capoluogo.

Presidente Marco Sbocchia, quale è il quadro della situazione in provincia di Viterbo?
“E’ una situazione in costante aggiornamento che richiede la massima attenzione da parte di tutti i cittadini. Ognuno si deve fare parte attiva. Uno vale uno. E ogni persona deve mettersi a disposizione del paese e fare la sua parte. Senza aggirare le norme. I decreti del governo non sono norme imperative date per un’imposizione, ma sono norme salvavita e salva Italia. La Croce Rossa è presente su tutto il territorio della Tuscia, in tutti i comuni. Con circa 150 volontari. trentacinque di questi a Viterbo. Ci siamo attivati immediatamente e stiamo dando una risposta importante. Soprattutto di vicinanza alle persone più anziane e a quelle che hanno difficoltà e che in questo periodo sono più esposte al virus. Ci stiamo poi mettendo a disposizione delle varie amministrazioni comunali per attivare su tutto il territorio i nostri servizi. Ad esempio con il servizio di sollievo domiciliare”.

Che cos’è il servizio di sollievo domiciliare?
“E’ un servizio che abbiamo attivato su richiesta del comune di Viterbo, nello specifico dell’assessorato ai servizi sociali. La nostra sala operativa in questo momento sta ricevendo le chiamate anche di chi ha bisogno di spesa o farmaci a domicilio senza doversi spostare di casa. Soprattutto le fasce più deboli e quelle protette. Le persone possono contattarci chiamando direttamente il centralino al numero 0761.270957. Noi prendiamo nota della richiesta, la giriamo ai nostri equipaggi che stanno sul territorio e alle associazioni di volontariato e di protezione civile che ci vengono segnalate dalla Polizia locale di Viterbo. Poi i nostri equipaggi provvedono a fare la spesa o ad acquisire i farmaci, consegnando il tutto, con le dovute cautele, a chi ne ha bisogno e ci ha richiesto il servizio. A parte il costo della spesa e dei farmaci, il servizio è gratuito”. 

Quali altri servizi avete attivato?
“Ad esempio il trasporto infermi, il trasporto disabili, chi non può interrompere le terapie. Stiamo anche aiutando la Asl a effettuare alcuni trasferimenti”.

Siete presenti anche alla Casa studente di via Cardarelli…
“Sì, come Croce Rossa di Viterbo siamo presenti dal primo giorno di quarantena per fare da raccordo socio-sanitario e di assistenza generica agli studenti che con grandissimo senso di responsabilità hanno compreso in pieno la situazione e hanno deciso in modo propositivo di rimanere in isolamento fiduciario. E tutti noi, assieme alla protezione civile, stiamo cercando di dare loro una mano per quanto è possibile”.

E’ vero che ogni volta che c’è una persona positiva al virus alla casa dello studente la quarantena ricomincia da capo?
“Questo è un principio medico che non mi compete. Però la realtà dei fatti è questa qui. Ma siamo tranquilli”.

La situazione del comune di Tuscania è così allarmante come l’ha descritta il sindaco Fabio Bartolacci?
“La situazione di Tuscania la conosciamo dai giornali. Li stiamo svolgendo i nostri servizi istituzionali. Con un impiego importante di volontari. Tuscania è uno dei paesi dove c’è più attenzione alla tematica. Comunque i nostri volontari non si perdono d’animo e non si fanno influenzare dal momento. Noi pensiamo all’obiettivo”. 

Secondo lei come si stanno comportando le persone durante questa emergenza?
“Vediamo tante persone in giro. Facciamo appello non solo al rispetto della norma ma anche al buon senso che dovrebbe essere proprio di ognuno di noi. Le norme non vanno aggirate. Certo, meno circolazione di persone c’è in questo momento e maggiore è la possibilità che la diffusione del virus si fermi”.

Secondo lei sarebbe opportuna un’ulteriore stretta alla libertà di circolazione dei cittadini?
“Noi diamo una risposta all’emergenza e a quelle che sono le esigenze. E’ tuttavia auspicabile che le norme vengano rispettate. Con enorme attenzione”.

Quali difficoltà riscontrate?
“La prima difficoltà sta nel doverci confrontare con un’emergenza inedita. Questo evento non ha precedenti nella storia della Croce Rossa italiana. Noi abbiamo il privilegio, l’onere e l’onore di circolare, anche noi in maniera ridotta per evitare i contatti. E lo facciamo per portare aiuto. Abbiamo però l’onere ulteriore di alzare i livelli di prevenzione al massimo per non diventare noi stessi veicolo di contagio. Quindi la difficoltà più grande è continuare a svolgere i servizi essenziali senza diffondere il virus. Da sempre siamo a contatto con le malattie. Ma il momento ci fa alzare l’attenzione”.

Daniele Camilli


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