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Coronavirus, 200 persone in isolamento domiciliare

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Viterbo - Casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – Casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – Cinque positivi al Coronavirus tra Viterbo e provincia. Circa duecento sono, invece, le persone in isolamento domiciliare fiduciario o volontario in tutto il territorio viterbese (è la cosiddetta “quarantena”). 

Sono questi i numeri a disposizione della Asl di Viterbo che fotografano l’epidemia nella Tuscia.

Il quadro è in continuo aggiornamento: il dato di quanti iniziano o terminano il periodo di quarantena, così come quello dei contagi e dei casi sospetti, varia di continuo. 

È in isolamento/quarantena per 14 giorni chi ha i sintomi del Covid-19 o è caso sospetto, essendo stato a contatto con persone che hanno contratto il virus. Ma deve restare a casa anche chi è tornato negli ultimi 14 giorni da quelle che la presidenza del consiglio dei ministri ha individuato come zone rosse. La Regione Lazio ha emanato ieri un’ordinanza.

Come si arriva, nel Viterbese, alle circa 200 persone in isolamento? Vanno sommati i 93 cittadini che fin da ieri risultavano in quarantena con il centinaio di ragazzi della casa dello studente, tutti messi in isolamento dal 4 marzo, cioè da quando si è avuta notizia che una studentessa georgiana di 23 anni era positiva al Coronavirus. 

La Asl di Viterbo fa i conti per misurare il perimetro dell’emergenza nella provincia. Dal territorio non arrivano notizie allarmanti. Tutt’altro: i cinque positivi al Coronavirus non sono tutti allo Spallanzani; sono ricoverati solo la studentessa e il professore universitario Danilo Monarca della facoltà di Agraria. Nessuno dei due, tra l’altro, figura tra i 9 pazienti  più critici dello Spallanzani (su un totale di 54 Covid positivi nella struttura), quelli con una forma di polmonite che non gli permette al momento di respirare da soli. Il bollettino dello Spallanzani di ieri mattina, inoltre, dava una prognosi confortante anche per alcuni di questi 9 pazienti più gravi, parlando di condizioni stabili o in via di miglioramento. 

Gli altri tre viterbesi positivi al Coronavirus sono chiusi in casa, asintomatici o quasi, e in isolamento. Com’è successo, infatti, anche per il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, non è detto che la positività comporti per forza un trasferimento in ospedale, specie se le condizioni di salute sono buone. 

Due ottime notizie sono arrivate ieri: negativi i tamponi su tutti gli assessori della giunta regionale – nella squadra di Zingaretti c’è anche la nostra Alessandra Troncarelli, con delega alle Politiche sociali – e negativi i 26 giovani della casa dello studente a Viterbo. L’isolamento era scattato per l’intera struttura, quindi per tutto il centinaio di ragazzi all’interno. Alcuni (14) sono tornati a casa e non sono mai più usciti dal 4 marzo; la maggior parte, invece, è rimasta negli alloggi di via Cardarelli, “reclusi” per proteggere gli altri e se stessi.

Quattro giorni di lavoro intenso, giorno e notte, per cercare di contenere un potenziale rischio di propagazione altissimo, in una struttura che ospita così tante persone. La Asl si è coordinata con il comitato di ordine e sicurezza pubblica della prefettura; la collaborazione degli studenti, per l’azienda sanitaria, è stata determinante. I ragazzi erano costantemente in contatto con la Asl in conference call. In molti hanno deciso di restare nella casa dello studente per un senso di responsabilità: non volevano mettere a rischio i familiari o prendere i mezzi per tornare a casa, sapendo di poter essere, loro malgrado, vettori di contagio. Scelte mature che hanno facilitato non poco il lavoro della Cittadella della salute. Come ricorda il decalogo predisposto dalla regione Lazio, “siamo tutti in prima linea: ognuno di noi ha la responsabilità di contenere la situazione”. 

Dopo il caso della studentessa Covid positiva, la Asl ha avviato un’indagine epidemiologica per ricostruire i casi a basso rischio e quelli ad alto rischio, cioè gli studenti che erano stati più a contatto con la ragazza e per i quali c’erano maggiori probabilità di aver contratto il virus. Erano 26. Su questi 26 sono stati eseguiti i tamponi all’ospedale Belcolle di Viterbo, mandati poi ad analizzare al Policlinico Gemelli di Roma, che ha dato i risultati. Negativi loro – che erano i più in pericolo -, negativi tutti e cento, ma resteranno comunque in quarantena fino al 18 marzo.

Quanto al rifornimento di mascherine, il problema è comune a molte strutture sanitarie in questo momento. Dalla Asl viterbese assicurano che non è un’emergenza: i dispositivi di protezione ci sono tanto per chi si trova a contatto con potenziali positivi quanto per i reparti che ospitano pazienti immunodepressi. 

Stefania Moretti


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