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Coronavirus – 20mila assunti nella sanità, stop a processi e udienze non urgenti

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Roma – Coronavirus – 20mila assunti nella sanità, stop a processi e udienze non urgenti.

Nuove misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Ieri in serata il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge.

Il provvedimento è stato proposto dai ministri della Giustizia, Alfonso Bonafede, e della Salute, Roberto Speranza.

Tra le misure anche le disposizioni per il settore giudiziario. Fino al 31 maggio i capi degli uffici giudiziari potranno limitare l’accesso alle sedi del personale, potranno disporre la celebrazione a porte chiuse dei processi civili e penali, la celebrazione da remoto in caso sia necessaria la sola presenza degli avvocati, l’uso della videoconferenza per i detenuti.

Ci sono però delle eccezioni che riguardano le cause del tribunale dei minorenni, le cause relative ad alimenti, i procedimenti cautelari aventi a oggetto la tutela di diritti fondamentali per la persona, i casi di abusi familiari e altri casi eccezionali cui il decreto fa esplicito riferimento, come le udienze di convalida dell’arresto o del fermo.

In attesa dell’entrata in vigore di queste disposizioni, da lunedì prossimo è prevista la sospensione feriale dell’attività giudiziaria per due settimane.

Previste inoltre misure per la Sanità. Nel decreto si parla dell’assunzione di 20mila unità nella sanità, di cui 5mila medici specialisti, 10mila infermieri e 5mila operatori sociosanitari.

C’è anche il via libera per poter reclutare altri specialisti e addetti: dagli incarichi autonomi all’accesso diretto basato sullo scorrimento delle graduatorie, dall’aumento delle ore di specialistica ambulatoriale fino al reclutamento dei medici in pensione e di volontari, per almeno sei mesi.

Riguardo alle strutture, le regioni potranno “attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, per la gestione dell’emergenza Covid-19”.

Se c’è bisogno di letti, “il prefetto può requisire strutture alberghiere” dove mettere le persone che non possono fare la quaranta a casa.

Sono anche previsti incentivi e finanziamenti attraverso Invitalia spa per le aziende che producono mascherine e dispositivi utili per fronteggiare l’emergenza.

 


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