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Roma – Coronavirus, in arrivo il decreto per fronteggiare l’emergenza.
Entro questa sera, o al massimo domani mattina, dovrebbe arrivare il decreto con le misure che valgono 15-20 miliardi e far fronte così all’emergenza coronavirus.
Stando a Repubblica, il decreto sarebbe costituito da circa 120 pagine e ci sarebbero ancora alcuni nodi da sciogliere.
Tra le misure alcune che possano andare incontro a famiglie e imprese. Dovrebbero infatti essere stanziati 3,8 miliardi per far fronte alla carenza di liquidità di famiglie e imprese per mutui e prestiti. Dovrebbe anche essere potenziato con 1 miliardo il fondo di garanzia Pmi e altrettanto sarà fatto con la garanzia statale sulla moratoria dei prestiti e dei mutui (da 1,35 a 2 miliardi).
Si va inoltre incontro a una possibile riduzione dei costi delle bollette per tutto il 2020.
Verrà inoltre equiparato lo stato di quarantena a quello di malattia.
Discussione aperta invece sul congedo parentale. Sembra che prevalga l’idea di portarlo a 15 giorni, ma tra le ipotesi si sta ancora valutando la retribuzione che potrebbe andare dal 30 all’80 per cento.
Dovrebbe essere confermato il rinvio delle scadenze Iva e ritenute Irpef (sugli stipendi di febbraio) previste per lunedì 16. Tra le misure anche la sospensione dei versamenti Iva, Irpef e Inps per le aziende sotto i 400 mila euro di fatturato nei servizi e 700 mila nel commercio.
Previsti anche delle proroghe per chi sta per laurearsi. L’ultima sessione del 2019 dovrebbe infatti essere prorogata fino a giugno di quest’anno. Tre mesi di rinvio anche per fare la revisione auto. Possibile anche la proroga al 31 agosto della validità dei documenti di identità.
Ammortizzatori sociali tra 4 e 5 miliardi. Si sta inoltre valutando se allargare il sussidio di disoccupazione per coprire gli stagionali del turismo, della pesca e ai lavoratori dello spettacolo, che non possono ricorrere alla cassa integrazione in deroga. Si sta lavorando anche ai congedi ‘specialì per i genitori con i figli a casa da scuola, che potrebbero assorbire tra i 650 e gli 800 milioni.
Tra le misure ancora in discussione ci sarebbe quella sul credito di imposta per gli affitti commerciali per il proprietario che rinuncia a parte della locazione e le deduzioni per le donazioni per combattere il coronavirus.
