Viterbo – Coronavirus: eseguiti 82 tamponi in tutta la provincia dall’inizio dell’emergenza. Esami che poi sono stati inviati per gli esiti prima allo Spallanzani e ora al Gemelli. Tra questi non figurano tutti i casi di positività accertati finora, perché alcuni sono stati presi in carico direttamente dagli ospedali della Capitale.
Nella Tuscia i contagiati sono 12. Solo il giorno prima erano 9. In poche ore, dunque, si sono aggiunti un operatore sanitario di Belcolle e altri due casi che avrebbero un ‘link epidemiologico’ con i precedenti casi comunicati nei giorni scorsi.
I numeri sono in aumento anche se quello di nuovi casi in Cina è crollato e nel nostro paese il “paziente 1” di Codogno sembra stare meglio. Troppo poco per dire che il peggio sia passato.
Attualmente, infatti, sono 8514 i positivi, 631 i deceduti, 1004 i guariti. Ieri sono morte 168 persone. In sole 24 ore (il 2% nella fascia tra 50 e 59 anni, l’8% tra i 60 e 69, il 32% tra 70 e 79, il 54% tra 80 e 89, e il 14% oltre i 90).
Cifre che hanno spinto il governo ad adottare, nuove misure, più stringenti, per frenare l’emergenza. Ci si potrà spostare solo “per comprovati motivi di salute e di lavoro” (modulo per l’autocertificazione). E anche le lezioni scolastiche e le gare sportive, Serie A inclusa, sono sospese fino al 3 aprile.
Gli effetti della quarantena del decreto, che Conte ha definito “io resto a casa” e che estende a tutto il paese la zona rossa, si sono fatti sentire subito anche nella Tuscia che si è svegliata in una veste completamente diversa da quella del giorno prima. Per le strade, pochissima gente così come poche erano macchine che circolavano. Piazze vuote, strade deserte e in alcuni casi saracinesche abbassate.
Da lunedì sera, le abitudini di un intero paese sono state sconvolte. Anche prendere un caffè risulta spesso complicato.
Palazzo dei Priori si è ovviamente allineato: nel capoluogo, tra le altre cose, niente mercato e fiera dell’Annunziata. Chiusi anche il Bullicame e le piscine Carletti.
In pratica, in base al decreto, gli spostamenti sono da evitare. Sono ammessi solo per “comprovate ragioni di lavoro, per necessità o ragioni sanitarie”. Stop ad attività sportive, ad attività di palestre, impianti e centri sportivi, piscine, centri natatori e centri benessere, centri termali, sociali, ricreativi e culturali.
Estetisti e parrucchieri potranno esercitare, ma in forma individuale e con uso di mascherina e guanti, così come i fisioterapisti purché con rapporto 1/1 e con uso di mascherina e guanti. Stop per ogni manifestazione sia in luogo pubblico, privato o aperto al pubblico. Chiusura per i locali come teatri, cinema, discoteche, sale scommesse, pub, scuole di ballo e locali di pubblico spettacolo in genere. Stop per ogni cerimonia, civile o religiosa, compresi i funerali.
I luoghi di culto sono aperti (senza cerimonie) a condizione di garantire rispetto delle distanze. Chiusi invece i musei e altri luoghi della cultura. Stop per esami e concorsi, compresi quelli per la patente.
Ok ad asporto o consegna a domicilio tra le 18 e le 6. Stop nei weekend a strutture di vendita medio/grandi e centri commerciali. Generi alimentari, farmacie e parafarmacie aperte anche nel weekend.
Mercati aperti nei giorni infrasettimanali, no nel weekend, così come stop a servizi educativi infanzia, attività didattiche e università.
Merci e generi alimentari circolano liberamente (non ci sono quindi rischi di carenza per approvvigionamenti o generi di necessità).
Bar e ristoranti tra le 6 e le 18 sono aperti, ma a condizione del rispetto delle distanze di sicurezza. In caso di violazione viene disposta la sospensione dell’attività.
I controlli di polizia e carabinieri sono iniziati da subito e nella Tuscia hanno già portato alla chiusura di due locali per aver violato il divieto di assembramento imposto dal decreto ministeriale sulle misure urgenti di contenimento del contagio da Covid-19.
L’indicazione è quella di rimanere a casa il più possibile.
