Viterbo – (sil.co.) – In tempi di Coronavirus, in tribunale si mantengono le distanze.
Almeno al bar, dove il metraggio il giusto è facilitato dalle transenne. E’ solo una delle limitazioni immediatamente visibili alla riapertura del tribunale dopo il fine settimana di passione sul fronte Coronavirus, sfociato in un inasprimento delle restrizioni per rallentare il contagio a livello nazionale.
Una limitazione, le distanze che dividono da una parte all’altra del bancone bariste e avventori, che conferma l’adesione in toto alle ultime direttive da parte di addetti ai lavori e non solo del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino. Il che non ha scoraggiato gli “operatori della giustizia” dalla tradizionale colazione “caffè e cappuccino”, anche se al centro dei discorsi non c’erano nè i processi e nemmeno il sempreverde weekend calcistico, ma l’effetto Coronavirus sull’Italia, gli italiani e i viterbesi.
Avvocatessa in quarantena dopo la trasferta in zona rossa
A tenere banco un post pubblicato su Facebook da un’avvocatessa, che lì per lì fa l’effetto di un a doccia fredda al Coronavirus: “Buongiorno a tutti. Sono in quarantena obbligatoria. Ci si vede tra 14 giorni”.
E’ rientrata in fretta e furia dalla “nuova” zona rossa. Una cittadina modello, secondo gli amici “social”, che riceve una valanga di complimenti per la trasparenza del messaggio, il senso di responsabilità e l’esemplare senso civico.
“Tutto bene – spiega la legale, rispondendo a una valanga di domande e di commenti – solo che ho trascorso da giovedì pomeriggio a sabato sera del tempo in zona rossa marchigiana. Erano zone più che tranquille ma improvvisamente si é scatenato il contagio e quindi sono tornata sabato sera in macchina senza soste e senza incontrare gente qua. Sono salita direttamente a casa e domenica mattina la zona é stata inserita tra le rosse con obbligo di quarantena per chi ci é stato negli ultimi 15 giorni. Io sto benissimo ma meglio rispettare le regole. Non vorrei uccidere qualcuno”.
Contatti ravvicinati ridotti
Nel frattempo è stato ridotto ad esempio a un’ora al giorno l’orario di apertura al pubblico della cancelleria per gli utenti del casellario giudiziale – a partire da oggi, dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 12 – mentre l’ordine degli avvocati aha sospeso diversi servizi, tra i quali la distribuzione dei cappotti e delle toghe.
“Abbiamo deciso per ora di prendere qualche provvedimento prudenziale, come l’inibizione delle sale comuni e ls riduzione dell’apertura al pubblico degli uffici”, conferma il presidente Marco Prosperoni, sottolineando come l’ordine si attenga alle direttive generali, guardando con fiducia in prospettiva.
– Udienze rinviate a dopo il 22 marzo e nuovo orario di apertura al pubblico di uffici e cancellerie
Processi penali no e processi penali sì
In base al disposto degli ara. 1 e 2 del d.l. n. 11 del 2020 in vigore dall’8.3.2020, i processi penali la cui udienza è fissata tra il 9.3 e il 22.3.2020, sono rinviati d’ufficio ex lege a data che verrà comunicata alle parti nelle forme di rito.
Faranno eccezione:
le udienze di convalida dell’arresto e del fermo;
le udienze dei procedimenti nei quali nel periodo sopra indicato scadono i termini di cui all’art. 304 c.p.p.;
le udienze dei procedimenti in cui sono state richieste o applicate misure di sicurezze detentive;
nonché:
le udienze dei procedimenti in cui sono state applicate misure cautelari o di sicurezza;
le udienze dei procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione o nei quali siano state disposte misure di prevenzione,
qualora i detenuti, gli imputati, i proposti o i loro difensori espressamente richiedano che si proceda alla trattazione.
Udienze in videoconferenza
Con riferimento alle udienza di convalida degli arresti e dei fermi e per gli interrogatori di garanzia di cui all’art. 294 c.p.p., tenuto conto di quanto previsto daU’art. 2 comma 7 del D.L. 11/2020 e nello spirito di consentire l’accesso al tribunale al minore numero possibile di persone che non ne abbiano indispensabile necessità, si cercherà di attivare un sistema di videoconferenza tale da evitare alla Polizia Penitenziaria di effettuare scorte verso il tribunale e al giudice della convalida di recarsi presso la casa circondariale.




