Viterbo – Il Covid-19 ha contagiato anche un poliziotto della penitenziaria di Mammagialla. L’agente, di 50 anni, è tra gli otto nuovi casi registrati ieri nella città di Viterbo. La Asl, tramite il Team operativo Coronavirus, si è subito messa al lavoro per ricostruire la catena di contatti avuti dal poliziotto. Ma sarebbe certo che non abbia contratto il virus in carcere. Le autorità sanitarie e carcerarie stanno comunque monitorando costantemente la situazione, che al momento sarebbe sotto controllo. Per ora non ci sarebbe nessun altro caso sospetto, ma per estrema sicurezza i colleghi del poliziotto contagiato sono stati sottoposti al tampone.
Solo la scorsa settimana i sindacati della polizia penitenziaria avevano denunciato “la totale mancanza di mascherine e di disinfettante” per gli agenti. Avevano così chiesto al provveditore di Lazio-Abruzzo-Molise, Carmelo Cantone, “di intervenire con urgenza per potersi proteggere dal Covid-19”. E avevano minacciato di “attivare altre procedure di tutela, con la possibilità di riconsiderare la propria continuità operativa”. Eppure, già il 17 marzo, il ministero della Giustizia aveva annunciato “l’immediata consegna di 2mila 600 kit per la completa protezione degli operatori di polizia penitenziaria”. Pantalone e giacca con cappuccio impermeabili, due paia di scarpe in gomma, calze e una mascherina. Un copricapo, un telo doccia, una giacca e un pantalone in tessuto non tessuto.
Tra le misure prese dal capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, per prevenire il contaGio da Coronaviurs nelle carceri è prevista per i poliziotti “la temporanea dispensa dal servizio, anche a fini precauzionali, in caso di contatto diretto o indiretto con un contagiato da Covid-19. Nel caso tali assenze dovessero compromettere attività irrinunciabili per l’ordine e la sicurezza dell’istituto – è spiegato -, sarà compito dei provveditorati adottare interventi di supporto concordandoli con il Dap”. Ma Mammagialla, per quanto riguarda il numero di agenti penitenziari, è già in sofferenza. Su 343 previsti, ce ne sono solo 304. Per una popolazione di 582 detenuti. 151 in più rispetto al massimo consentito.
Per quanto riguarda i carcerati, invece, sono stati sospesi i colloqui visivi con i familiari. Una decisione che a inizio mese ha fatto scoppiare la rivolta negli istituti di quasi tutta Italia. Ma fortunatamente non a Viterbo. “A Mammagialla – ha assicurato nei giorni scorsi Daniele Nicastrini, segretario regionale dell’Uspp – c’è una situazione di calma e serenità. C’è stata qualche piccola protesta serale, ma solo fazzoletti bruciati. I detenuti si sono poi calmati. Vengono ascoltati tutte le mattine e stiamo cercando di trovare le soluzioni e di mettere in campo gli strumenti necessari per andare incontro a tutti. Stiamo attivando, ad esempio, i servizi Skype e aumentando le telefonate con i familiari”. I dieci minuti di chiamata a settimana sarebbero stati trasformati in dieci minuti al giorno. La chiusura delle celle prolungata di un’ora.
Per garantire la sicurezza e la salute dei detenuti, il ministero della Giustizia ha fatto allestire all’ingresso dei penitenziari delle tensostrutture. Una è stata montata, dall’associazione nazionale carabinieri di Viterbo, anche a Mammagialla. Nelle tende pre-triage vengono controllati, prima di entrare in carcere e da sanitari protetti con occhiali, maschera, guanti e camice monouso, i nuovi arrestati, i trasferiti da altri istituti e il personale. Le misure del capo dipartimento Basentini inoltre prevedono che ” i detenuti già presenti in istituto, in caso di sintomatologia compatibile con il Covid-19, siano temporaneamente sistemati in appositi spazi di isolamento. Qui saranno visitati dal medico e, se necessario, sarà eseguito il tampone”.
Ieri quattordici nuovi casi nella Tuscia, per un totale di 149 contagiati. Otto solo a Viterbo. “Ci saranno ancora tre, quattro giornate un po’ più delicate – dichiara il sindaco Giovanni Arena -. Purtroppo le prospettive non sono rosee, con il trend dei contagi che dovrebbe continuare ad aumentare”. Cinque invece le persone risultate positive a Tarquinia, nelle campagne. Si tratta di due nuclei (una coppia e una coppia con il figlio 17enne) appartenenti alla stessa famiglia di agricoltori. Un nuovo caso pure a Montefiascone. Tra i quattordici, anche altri due sanitari del laboratorio analisi dell’ospedale di Viterbo. In totale sono quattordici gli operatori di quel reparto che hanno contratto il virus. Dei 149, inoltre, trentadue sono ricoverati a malattie infettive di Belcolle, sei in terapia intensiva Covid-19 e tre allo Spallanzani di Roma. E ieri, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza, il numero di cittadini della Tuscia usciti dalla quarantena ha superato quello di chi è ancora in isolamento: 665 contro 569.
Raffaele Strocchia
