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Coronavirus, tampone per altri due ragazzi della casa dello studente

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Viterbo - La bonifica e il ritiro dei rifiuti alla casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – La bonifica e il ritiro dei rifiuti alla casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo - La bonifica e il ritiro dei rifiuti alla casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – La bonifica e il ritiro dei rifiuti alla casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo - La bonifica e il ritiro dei rifiuti alla casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – La bonifica e il ritiro dei rifiuti alla casa dello studente di via Cardarelli

Viterbo – (r.s.) – Coronavirus, salgono a quindici i contagi nella Tuscia. Ieri sono risultate positive altre tre persone: una dottoressa di Belcolle e due uomini. Uno, un carabiniere, è in quarantena a Oriolo Romano. L’altro è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Viterbo. Dei quindici quest’ultimo è il più grave. È un uomo di circa 70 anni che vive a Montefiascone, arrivato martedì a Belcolle dopo essersi sentito male a casa della figlia a San Lorenzo Nuovo. Il suo “link epidemiologico – fa sapere la Asl – non è ancora stato accertato”. Ma i contatti stretti sono stati messi in isolamento, tra cui i familiari a San Lorenzo. Si tratta, come ha specificato il sindaco Massimo Bambini, di “due persone che non presentano alcun sintomo e al quale forniremo tutto l’aiuto necessario”.

Diverso, invece, il quadro per la dottoressa di Belcolle. “Già da giorni in regime di isolamento domiciliare fiduciario – spiega l’azienda sanitaria della Tuscia -, è in condizioni cliniche buone e con un link epidemiologico con i casi comunicati nei giorni scorsi”. Quelli del medico di malattie infettive e della dottoressa di ematologia, entrambi dell’ospedale di Viterbo.

A descrivere la situazione del giovane carabiniere di Civitavecchia in isolamento a Oriolo ci ha pensato il sindaco Emanuele Rallo con un video via Facebook. “Non fugge da nessuna zona rossa – ha detto il primo cittadino -. Si muoveva per motivi di lavoro e personali ed è ospite di una famiglia oriolese che frequentava. Ha una sintomatologia molto blanda ed è in fase di guarigione. Ora, e per i prossimi 14 giorni, è in quarantena con la famiglia. Famiglia che al momento non presenta sintomatologia: sono stati effettuati anche dei tamponi che non risultano positivi”. Eseguite pure le analisi epidemiologiche. “La persona che è arrivata – assicura il sindaco Rallo – non ha avuto contatti con la popolazione oriolese. La famiglia, invece, ha ricostruito gli eventuali collegamenti e laddove la frequenza poteva essere più impattante si è provveduto ad applicare i protocolli per le poche persone con cui è entrata in contatto”.

Dei quindici contagiati, la maggior parte dei quali ha più di cinquant’anni, dodici sono di Viterbo. A questi vanno aggiunti i due pazienti di Oriolo e Montefiascone e la studentessa georgiana di ventitré anni dell’università della Tuscia. Tre i medici dell’ospedale di Belcolle che hanno contratto il Covid-19: uno è il fratello del docente di agraria ricoverato allo Spallanzani. Positive anche le mogli del professore universitario e del fratello infettivologo e un allenatore di basket. All’istituto di malattie infettive di Roma ci sono solo il docente e la studentessa Unitus, mentre l’ematologa e l’uomo di Montefiascone sono a Belcolle. Gli altri sono chiusi in casa e in isolamento.

Le persone in quarantena nella Tuscia, stando all’ultimo dato della regione Lazio, sono 167. O hanno i sintomi del Coronavirus o sono casi sospetti, essendo stati a contatto con chi ha il Covid-19. Ai 167 vanno aggiunti i 96 ragazzi della casa dello studente di via Cardarelli, per un totale di 263 persone in isolamento nel Viterbese. Ma il quadro è in continuo aggiornamento: il dato di quanti iniziano o terminano il periodo di 14 giorni varia rapidamente, come quello dei contagi e dei casi sospetti.

Gli studenti, inizialmente 110 ma quattordici sono tornati dalle proprie famiglie, sono in isolamento dal 4 marzo, da quando la ventitreenne georgiana ospite della struttura è risultata positiva. La Asl ha poi avviato l’indagine epidemiologica per ricostruire i casi a basso e ad alto rischio, cioè i ragazzi che erano stati più a contatto con la giovane e per i quali c’erano maggiori probabilità di aver contratto il virus. Erano 26. Su questi 26 sono stati eseguiti i tamponi che hanno dato esito negativo. Ma i ragazzi restano comunque in quarantena fino al 18 marzo.

Anche perché di tamponi ieri ne sono stati fatti altri due, su altrettanti studenti “reclusi” negli alloggi di via Cardarelli: i risultati nei prossimi giorni. E sempre ieri, alla presenza del prefetto Giovanni Bruno e dei carabinieri, la Econet, società che si occupa di bonifiche e raccolta di rifiuti speciali, ha portato via dalla casa dello studente diverse buste di spazzatura che si sarebbero accumulate nei giorni. Rifiuti considerati sanitari, visto che i giovani potrebbero essere vettori di contagio, e quindi da smaltire in un determinato modo. Nella sostanza, è stata fatta una bonifica.

Da oggi e fino al 25 marzo in tutta Italia, come annunciato dal premier Giuseppe Conte nel giorno in cui l’Oms ha dichiarato la pandemia, “saranno chiusi i negozi. Tranne quelli per i beni di prima necessità, come farmacie e alimentari. Resta consentita la consegna a domicilio”. Un’ulteriore stretta nel contrasto al Coronavirus che porta alla sospensione di attività di bar, pub e ristoranti: per tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Chiudono anche parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa. Mentre saranno aperti tabacchi, lavanderie ed edicole. Lavoreranno pure idraulici, meccanici e benzinai. Le industrie resteranno aperte, ma con “misure di sicurezza”: dovranno garantire iniziative per evitare il contagio. Chiusi invece i reparti aziendali “non indispensabili” per la produzione. Si incentiva anche la regolazione di turni di lavoro e le ferie anticipate. “Garantiti i servizi bancari, assicurativi, postali e i trasporti”, con possibili riduzioni però per quanto riguarda quelli locali. Compresi i taxi, ma pure treni, aerei e trasporti marittimi. Tutto ciò per incentivare le persone a uscire solo per lo stretto necessario e indispensabile. E, come sottolineato dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, anche chi esce a piedi “deve portare l’autocertificazione”.


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