Viterbo – E’ emergenza Coronavirus all’edicola: “Cinque euro di incasso in un pomeriggio”.
Ha l’aria sconsolata Giovanna Rizzo, storica titolare dell’edicola dello stadio, in via della Palazzina. Da martedì ha deciso di stare aperta solo la mattina. Si entra uno alla volta, la porta viene tenuta chiusa e Giovanna indossa mascherina e guanti d’ordinanza per servire la clientela.
“Lunedì pomeriggio ho toccato il fondo, ho venduto un giornale, una rivista e un pacchetto di figurine. Totale cinque euro scarsi di incasso”, dice Giovanna Rizzo, spiegando cifre alla mano gli effetti nefasti dell’emergenza Coronavirus, che vede la categoria degli edicolanti in prima linea.
Sentinelle sociali gli edicolanti, come alimentaristi, tabaccai, benzinai, medici e farmacisti, perché anche il diritto all’informazione è un bene essenziale e come tale va garantito. Ma piove sul bagnato.
“E’ una prova durissima, dopo tredici anni di lavoro, che si è andato via via facendo sempre più complicato con la progressiva flessione delle vendite della carta stampata, mi ritrovo a venire in edicola per una manciata di clienti abituali, per lo più pensionati che vivono qua attorno, ancora affezionati al rito del giornale mattutino. Diciamo che da quando è scattata l’emergenza si vendono una media di 20-22 quotidiani al giorno. Se non passa presto, la vedo scura”, conclude amareggiata.
Solo la mattina in piazza del Teatro
A piazza del Teatro si trova uno degli ultimi baluardi della carta stampata ancora aperti nel centro storico del capoluogo. Un altro è l’edicola di Simonetta Milioni all’inizio di via del Suffragio, in corso Italia, aperta dalle 8,30 a mezzogiorno.
Titolari Gianni e Laura: “Finché non sarà finita l’emergenza Coronavirus, abbiamo deciso di tenere chiuso il pomeriggio e aperto solo la mattina, con una riduzione dell’orario, dalle 8,30 alle 14, invece che dalle 6,30-7, perché tanto a quell’ora in giro non si vede nessuno”, dicono.
“Chi ha edicole nei paesi o nelle frazioni è più fortunato. La gente magari esce per fare la spesa, comprare il latte e il pane, andare in farmacia… e si ferma all’edicola – proseguono – qui in città venire apposta in pieno centro è difficile, perché ti fermano, ti controllano, ti chiedono dove vai, e i clienti hanno paura a dire che si stanno spostando a piedi o in macchina per andare all’edicola. E noi solo con chi vive qua attorno stiamo messi male”.
Stop servizi extra all’Ellera
All’edicola dell’Ellera, nell’immediata periferia, non pare tanto male. Uno entra e uno esce e il titolare Alessandro Delle Monache è in vena di aneddoti: “Mi sono accorto che le donne sono più preoccupate degli uomini, spaventate per il diffondersi del contagio, alcune terrorizzate. Giorni fa una cliente ha fatto una scenata a un signore che era in attesa subito fuori la porta, secondo lei avrebbe dovuto restare ad almeno un metro anche dall’ingresso”.
Non sono rose e fiori. “Siccome non si vive di sola carta stampata – spiega – offrivo vari servizi, ad esempio il superenalotto, che però ho dovuto sospendere perché si è fatto tutto molto complicato”.
“Lunedì, per andare in banca, sono stato costretto ad aprire alle undici e mezza – spiega – per riuscire a sbrigare le pratiche che dovevo sbrigare ho impiegato dalle 8,20 alle 11,10. Per ore sono rimasto in fila fuori, in quanto si entra uno alla volta e gli impiegati sono anche loro contingentati, poi il tempo di effettuare tutte le operazioni. Ti fanno passare pure la voglia di fare quel minimo che serve per garantire alla gente la prosecuzione del servizio”.
Il tempo di salutare che entra spedito un uomo “mascherato”. Chiede: “Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport”. Sembra quasi un giorno normale.
Alla Quercia si danno all’enigmistica
L’edicola della Quercia di Davide Buzi è un classico punto di ritrovo per chi vive nella frazione e per i “pendolari” delle zone vicine: Acquabianca, Respoglio, Palanzana, ma anche Ellera e Paradiso, strada Querciaiolo, Paparano e perfino Vitorchiano.
Adesso sulla vetrina c’è un cartello in linea coi tempi: “Rispettiamo le regole. Entriamo una persona alla volta. Grazie”. Ieri, con un plico di giornali tra le braccia, “dirigeva il traffico” Cinzia, la mamma di Davide.
“Per quanto riguarda i quotidiani, contiamo sui clienti abituali. Ma c’è un trend in crescita ed è la vendita di riviste di enigmistica e di gossip. Si capisce che la gente, dovendo stare a casa per forza, cerca di svagarsi e di pensare ad altro. Secondo me, in questa fase dell’emergenza, si sente il bisogno, oltre che di informarsi, anche di distrarsi, fare altro, avere la testa altrove. E in questo contesto sono di grande attualità i giornali patinati, come si chiamavano una volta, e l’enigmistica in tutte le sue forme”, spiega, affacciata sulla porta.
Silvana Cortignani









